Eranio: «Il Milan era un pugile all’angolo. Bisogna lavorare meglio a livello societario»

A margine della presentazione di “Legends”, spin off di “Derbyssimo”, podcast condotto da Stefano Fisico e Stefano Eranio, l’ex centrocampista del Milan ha espresso il suo pensiero sul momento dei rossoneri.

Le parole di Eranio

«Il Milan, l’ultimo mese, era visivamente un pugile all’angolo che aspettava il cazzotto del ko. Io stesso non ero molto sicuro si potesse andare in Champions, le successive indiscrezioni trapelate sono state veramente fastidiose. È facile buttare benzina sul fuoco quando non si raggiunge l’obiettivo. Come se ne esce? Bisogna lavorare meglio a livello societario. E avere una figura presente, con voce in capitolo, esattamente come era un tempo. Sarà irraggiungibile perché i Berlusconi, Galliani e Braida non li trovi facilmente e ora parti quantomeno già da un problema: quello che non puoi avere le prime scelte.

Una volta i giocatori volevano venire solo al Milan, ora non è così. Se vuoi vincere devi programmare, magari credendo anche di più nei giovani italiani. Terrei Modric, Rabiot, Pavlovic, l’unico forse migliorato in questo campionato, Bartesaghi, Pulisic e Maignan. Come allenatore avrei puntato su De Zerbi o Maresca, che però si sono già accasati altrove. Il Milan non è una corazzata, ma era più forte di altri rivali, disputava solo una competizione di fatto, e aveva la possibilità di andare in Champions. Non do tutte le colpe ad Allegri, ma quando non raggiungi i risultati, la prima testa che salta è quella dell’allenatore».

Stefano Eranio
Stefano Eranio
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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