sabato, Gennaio 22, 2022

Milan: le bugie (si spera!) di Maldini e la coperta corta

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Dire le bugie fa crescere il naso come quello di Pinocchio. Ma se il Pinocchio di turno ce l’hai in casa, tutto diventa più semplice. E dalle parti di Casa Milan c’è un signore, al secolo Paolo Maldini, che i tifosi sperano stia vestendo in questi momenti i panni del Pinocchio e che, invece, a gennaio dimostri di essere un dirigente di alto livello con innesti nella rosa rossonera di valore per poter raggiungere l’obiettivo stagionale, rimasto ora lo Scudetto.

Il Pinocchio Paolo Maldini

Partiamo dai fatti e analizziamo le dichiarazioni del responsabile dell’area tecnica rossonera ai microfoni di Sky Sport, nel pre gara della sfida contro l’Udinese di sabato scorso. Il quale, a precisa domanda circa un possibile sostituto di Simon Kjaer da ingaggiare già nel prossimo mercato di gennaio, ha detto: «Stiamo valutando se esiste la possibilità di un giocatore pronto subito o magari per la prossima stagione, ma non è detto che si possa trovare».

Tradotto: se troviamo un giocatore pronto, lo prendiamo. Altrimenti rimaniamo come siamo. Ecco, questa mi pare una bugia dalle gambe corte: è mai possibile che una squadra come il Milan rimanga per tutta la stagione con i soli Tomori e Romagnoli? Perché dietro, Gabbia ha dimostrato di non essere all’altezza e Kalulu sarebbe adattato.

La coperta corta che Maldini non vede 

Maldini ha parlato del resto mercato: «Si dicono tante cose, ma vi posso assicurare che un 10% delle cose che si dicono non sono vere». Se questo è vero, ciò significa che il restante 90% è verità e quindi c’è un’alta probabilità che la questione difensore, con la perenne ricerca tra Sarr, Bremer, Milenkovic e Christensen, sia assolutamente veritiera, caro Pinocchio Maldini. Il quale può aver detto il vero per quanto concerne la mediana («Al di là della Coppa d’Africa, con Campionato e Coppa Italia considero una squadra competitiva») dove Bakayoko, Krunic e Tonali saranno chiamati a sostituire, a gennaio, Bennacer e Kessie. 

In attacco, cosa vogliamo fare?

Ma non mi si dica che lo stesso si può dire per l’attacco. Al netto del fatto che Rebic e Leao prima o poi rientreranno, i due rimangono comunque giocatori eventualmente adattati nel ruolo di centravanti. E le 40 primavere di Ibrahimovic, sebbene lo svedese sia stato capace di togliere le castagne dal fuoco per l’ennesima volta a Udine, non sono un presagio di continuità di rendimento, al pari delle 35 di Giroud e dello scarso apporto di Pellegri (il quale, oltretutto, potrebbe essere ceduto): sicuri che qui non si voglia intervenire? O anche questo fa parte del 90% di verità mai citate da Paolo Maldini?

Milan: Paolo Maldini - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Paolo Maldini – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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