Boban: “Milan da scudetto? No, manca ancora qualcosa. Per tornare al top in Europa serve…”

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Zvonimir Boban ha rilasciato una lunga intervista all’inserto settimanale della Gazzetta dello Sport, SportWeek. Nella giornata di ieri vi abbiamo riportato alcune anticipazioni: ecco  il resto delle dichiarazioni del croato.

Quando dico noi penso al Milan, a me, Paolo, Ricky Massara: una bella squadra con uno spirito forte. Ma no, di ciò che ho fatto io, non mi pento di nulla. Per amore puoi sacrificarti, ma la dignità non va svenduta mai. Sulle scelte fatte poi dal club, il tempo mi ha dato ragione e la strada intrapresa adesso è corretta. Però servono sempre ambizioni da grande Milan“.

Sulla mancanza di esperienza: “Nella notte della chiusura del mercato, quello dei giovani, avevo ammesso subito che ci mancavano 2-3 giocatori esperti. E già pensavo al mercato di gennaio“.

Su Ibrahimovic: “In campo o fuori la sua presenza è essenziale. Ovviamente so quanto soffre a non poter giocare, ma resta fondamentale per quello che trasmette e per come sta facendo crescere i giovani intorno a lui. Quando io arrivai al Milan avevo 22 anni ed ero già stato per due volte miglior giocatore del campionato jugoslavo, eppure mi dicevano che ero ancora giovane per reggere il peso di San Siro e che dovevo capire il calcio. Ed era vero“.

E continua: “Oggi chi parla spesso non sa cosa vuol dire giocare in certi stadi, reggere le pressioni, portare una maglia che ha una storia enorme. Quando abbiamo preso Leao aveva solo 19 anni, normale gli servisse il tempo per rendere con continuità. È fortissimo e se il gol per lui diventa l’obiettivo e non la conseguenza, non ha limiti. Lo stesso discorso vale per Tonali, Theo Hernandez, Bennacer, Saelemaekers…“.

Sul gol di Daniel Maldini contro lo Spezia: “Mi sono emozionato tanto anche io. In tribuna non c’era solo il dirigente del Milan, ma un papà. Tutti avremmo esultato come Paolo. L’ho sentito a fine partita, era strafelice. Conosco Daniel da quando era bambino. È stato fantastico, bellissimo, fiabesco, ma soprattutto milanista. Perché nessuno come la famiglia Maldini rappresenta la storia del Milan“.

Sulla malattia di Ivan Gazidis: “Mi dispiace veramente tanto. Gli auguro che guarisca al più presto“.

Sul Milan da scudetto: “Non credo, manca ancora qualcosa. Anche se il Milan gioca bene, ha ritmi di gioco e ha il controllo delle partite. Pioli ha fatto un ottimo lavoro. Secondo me, in certe partite più toste, si potrebbe sfruttare anche il 4-3-3 e una copertura diversa degli spazi. Le corse e le distanze sarebbero diverse e diminuirebbe il rischio di infortuni. Ma non mi faccia entrare in cose tattiche“.

Su cosa manchi per tornare al top in Europa: “Un 25-30%, da ricercare nella qualità degli uomini in certe posizioni e nell’esperienza in Champions“.

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Zvonimir Boban – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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