Franco Baresi ha rilasciato un’intervista ai microfoni del Corriere della Sera dopo l’esperienza da tedoforo a San Siro per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Lo storico capitano rossonero ha raccontato l’emozione più grande della sua vita e ha parlato delle sue condizioni attuali
Baresi tedoforo: «Non avevo mai provato un’emozione del genere»
«Devo ringraziare il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che mi ha telefonato un mese e mezzo fa chiedendomi la disponibilità. Lì per lì rimasi un po’ stupito e fui costretto a ribattere: ‘Ma è sicuro? Non sono esattamente al top della condizione’. Rappresentare il proprio Paese per un’Olimpiade è un’occasione unica. Bergomi? Mi hanno avvisato una settimana fa. Prima non sapevo neanche quale tratto avrei dovuto percorrere, e quindi tanto meno che lo avrei fatto in compagnia. Beppe però non sarà mai un rivale, è un grande amico».
Baresi prosegue: «Farlo qui ha reso ancora più particolare l’esperienza, San Siro è stata casa mia per decenni. Non le dico il batticuore quando sono uscito sul campo e ho visto lo stadio pieno. La voce di Bocelli ha reso tutto più magico. Diciamo che è stato un tragitto breve ma intenso. In carriera non avevo mai provato un’emozione del genere».

Sul messaggio: «Veicolare la torcia olimpica significa trasmettere un messaggio di pace e di armonia tra i popoli, di cui tanto in questo momento peraltro avremmo bisogno. Ho svolto un percorso breve ma in quei pochi metri di cammino, con gli occhi del mondo puntati addosso, mi sono reso conto di essere l’alfiere di valori sani, come la lealtà nella competizione e l’armonia. Una delle sensazioni più forti della mia vita sportiva».
E sulla malattia…
«In quei momenti si capiscono tante cose. Vede, finché non capita qualcosa di brutto uno pensa di essere immortale. In quel preciso istante ho pensato alla mia famiglia. Mi è arrivata addosso un’ondata di affetto. Il calore mi ha anche aiutato a superare i momenti più difficili. Voglio ringraziare il Milan perché dal primo giorno mi ha messo a disposizione le migliori strutture».
Baresi conclude: «Il peggio è passato, pian piano sto recuperando la mia quotidianità. Faccio tante passeggiate, qualche volta vado in sede, cercherò di essere progressivamente più presente. Insegnamento? Innanzitutto che l’orizzonte è limitato e bisogna pensare giorno dopo giorno. La vita non mi ha mai regalato niente, sono abituato a lottare. L’ho sempre fatto e non mi fermo ora».



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