Il Milan domina per oltre un’ora, poi si rilassa troppo. Ma la rimonta Atalanta si ferma sul 3-2

Il Milan batte 3-2 l’Atalanta trovando la quarta vittoria in campionato: a San Siro un grande Diavolo per un’ora, poi il ritorno della Dea che però non completa la rimonta.

Milan-Atalanta, primo tempo

Dopo il corposo turnover adottato in Europa League, Ruben Amorim torna a schierare i “titolarissimi”, con sette novità rispetto a giovedì: riprendono il loro posto dal primo minuto Gila, Moreira, Modric, Musah, Chukwueze, Pulisic e Ramos in un 3-4-2-1 molto offensivo. Sarri, che deve far fronte a ben otto assenze per infortunio, risponde con un 4-2-3-1 con il trio De Ketelaere-Pasalic-Rowe alle spalle di Krstovic.

Parte meglio il Milan, che dopo dieci minuti costruisce la prima occasione del match: Rabiot riceve da Chukwueze e da dentro l’area di rigore conclude di potenza col sinistro, ma manda alto sopra la traversa. Tre minuti dopo, il Milan passerebbe in vantaggio, con la zampata di Pulisic da due passi, ma lo statunitense era in leggero fuorigioco sul tocco di Ramos che aveva deviato il cross di Chukwueze. L’Atalanta risponde al quarto d’ora, con De Ketelaere che si invola verso l’area, ma Pavlovic è bravo a corrergli accanto e a contrastarlo al momento della conclusione.

Tre minuti dopo, altra chance per la Dea: difesa altissima del Milan, Krstovic scatta dalla sua metà campo, arriva davanti a Maignan, lo salta ma si allarga troppo e calcia sull’esterno della rete. Subito dopo, Sarri perde anche Kolasinac per infortunio, inserendo al suo posto il giovane dell’Under-23 Obric, al debutto in Prima Squadra. Il classe 2006, dopo nemmeno due minuti dall’ingresso in campo, commette un netto fallo di mano su tiro di Musah, che Chiffi in un primo momento non ravvisa. Richiamato al VAR, il fischietto veneto non può che concedere il calcio di rigore, alla cui battuta va Gonçalo Ramos, che apre il piattone spiazzando Carnesecchi e portando in vantaggio il Diavolo.

Dopo il vantaggio rossonero, la partita vede nettamente abbassare i propri ritmi, con le due squadre che faticano a creare occasioni. Tanto che, quella successiva, arriva quasi venti dopo il gol di Ramos: è un tiro di Samardzic dal limite dell’area strozzato e per niente pericoloso. Sull’azione seguente, il Milan raddoppia: assist di Moreira per Adrien Rabiot, che appena entrato in area, si porta palla sul destro e calcia a fil di palo lasciando immobile Carnesecchi. Dopo tre minuti di recupero, le squadre vanno al riposo con il Milan avanti di due gol.

Milan-Atalanta, secondo tempo

Nessun cambio all’intervallo, e anche nella ripresa parte meglio il Milan: al terzo, Rabiot rifinisce per Chukwueze, che prova a piazzarla sul secondo palo, mandando a lato di poco. L’Atalanta risponde subito dopo: Bellanova si invola sulla destra, crossa basso per Krstovic, che gira col destro ma senza precisione. All’ottavo, Amorim opera il primo cambio, inserendo Hutchinson per Chukwueze. Subito dopo, un tiro di Rabiot dal limite viene murato da Kristensen, poi la palla arriva a Pulisic che da posizione defilata trova la respinta di piede di Carnesecchi.

Tuttavia, l’arbitro Chiffi viene nuovamente richiamato al VAR perchè, sul precedente tiro di Rabiot, Kristensen si oppone con il braccio larghissimo, con l’arbitro di Padova che non può esimersi dal concedere un altro netto penalty al Milan. Dal dischetto va ancora Ramos, che stavolta calcia sulla destra di Carnesecchi, il quale è bravo ad intuire e a mandare in angolo la doppietta del portoghese. Poco male per il Milan, perchè il corner, battuto da Modric, trova la sponda di Rabiot per lo stacco sul secondo palo di Mario Gila, che insacca il tris per il Diavolo.

Nonostante il grosso svantaggio, l’Atalanta non molla la presa e al diciottesimo colpisce un palo pieno con un destro da fuori di Krstovic. Gli ospiti insistono e tre minuti dopo la riaprono, grazie a due neoentrati: Zalewski imbuca per il taglio di Gaetano, che si inserisce con i tempi giusti e con il sinistro non lascia scampo a Maignan. Il Milan si schiaccia troppo e l’Atalanta insiste: Samardzic va in slalom e calcia dal limite dell’area, mandando alto. A quel punto, Amorim corre ai ripari, inserendo forze fresche: alla mezz’ora, dentro Estupinan, Jashari e Loftus-Cheek al posto di Musah, Modric e Pulisic, con il Milan che passa al 4-2-3-1 con Rabiot e Jashari in mediana e il trio composto da Hutchinson, Loftus-Cheek e Moreira alle spalle di Ramos.

A nove dalla fine, l’Atalanta si porta a -1: ancora Bellanova a sfondare sulla destra, ancora cross basso per Krstovic, che però stavolta prende la mira giusta e sul palo lontano batte Maignan. Il Milan è scomparso dal campo, e la Dea va ad un passo dal clamoroso pareggio: Zappacosta entra in area bruciando De Winter, arriva tutto solo davanti a Maignan ma calcia addosso al portiere francese, bravissimo ad uscire occupando più spazio possibile. Subito dopo, Amorim ultima i cambi, inserendo anche Tomori per Gila.

Il Milan prova ad alleggerire la pressione dell’Atalanta con una conclusione di Jashari a due minuti dal novantesimo, sulla quale è attento Carnesecchi a distendersi. L’arbitro concede cinque minuti di recupero, nel secondo dei quali Zappacosta va ancora alla conclusione dal limite dell’area, ma la palla è poco angolata e Maignan blocca a terra. A trenta secondi dalla fine, ripartenza Milan condotta da Jashari, che serve Ramos, il quale si sposta palla sul mancino e calcia, trovando la respinta di Carnesecchi. Con non poca sofferenza nel finale, dunque, il Milan trova tre punti importantissimi, che portano la squadra di Amorim a quota 15, a meno uno dal terzo posto della Lazio, impegnata tra poco in casa della Juventus.

Milan: Goncalo Ramos

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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