Il Milan adesso va al Max! Da quanto tempo i sostenitori rossoneri aspettavano di poter dire questa frase che, seppur usata per far sorridere, rappresenta la verità. Da Milan-Cremonese, il Diavolo non si è più fermato. Sono 9 le reti realizzate in campionato, mentre nel computo totale, includendo anche la Coppa Italia, si arriva a 14 reti segnate in 7 gare, e soltanto 3 reti subite. Numeri che neanche il più grande sognatore avrebbe immaginato di vedere associati al Milan.
Dal 30 maggio, però, Max Allegri ha preso per mano la situazione ed ha deciso, nonostante il poco tempo a disposizione, di ribaltare completamente la situazione.
LA MANO DI MAX SI VEDE, LA VOCE DI MAX SI SENTE
Solo tre mesi sono bastati al tecnico livornese, per cancellare (almeno a primo impatto), i difetti del Milan. Tutti gli errori difensivi commessi lo scorso anno, che hanno complicato e “ammazzato” la stagione, sembrano oramai un lontano ricordo. Eppure, la maggior parte dei protagonisti dello “scempio” della scorsa stagione, sono gli stessi che non solo giocano, ma sono i titolari intoccabili della retroguardia rossonera: Pavlovic, Gabbia e Tomori. E allora cos’è cambiato? Semplicemente l’atteggiamento e l’attitudine, il modo di stare in campo e… la tranquillità. Una serie di caratteristiche che non si palesano per miracolo, ma solo se hai un condottiero all’altezza di ogni situazione. Allegri ha studiato appieno le difficoltà del Milan della passata stagione, e con il lavoro sta cercando di nascondere o cancellare i difetti.
Naturalmente serve tempo, le cose non accadono dall’oggi al domani, ma la mano di Allegri si vede, eccome se si vede. Non solo, si sente anche la sua voce. Quando predica calma, chiede di giocare e giostrare la palla con tranquillità, perché anche i difensori devono essere in grado di gestire le varie dinamiche che accadono in campo. Uscire da situazioni complicate con il gioco, come accaduto ad Udine in occasione del terzo gol, costruito sin dalla linea di fondo campo alle spalle di Maignan, per arrivare a chiudere l’azione con lucidità.
E poi? Poi c’è Luka Modric, che dopo Rabiot, sta diventando sempre di più la sua rappresentazione in campo. Eleganza, tecnica, qualità ed intelligenza tattica. Tutto ciò che Max desidera per costruire una squadra vincente. Domenica sera, contro il Napoli, il Milan ha vissuto minuti di apprensione, a causa dell’espulsione di Estupinan. Soffriva molto i palloni sul secondo palo a causa del miss-match tra Saelemaekers e Mc Tominay, oppure dello stesso Estupinan contro gli esterni di Conte. Eppure, con il temperamento di giocatori come Modric (determinante nel recuperare e chiudere le linee di passaggio) e Rabiot, che hanno fisicamente salvato conclusioni a botta sicura, il Milan ne è uscito indenne, da una serata che si era estremamente complicata.
Il lavoro, la forza del gruppo, e le intuizioni dell’allenatore, sono un’ottima base sulla quale affidarsi, per proseguire insieme un percorso lungo ma, sicuramente, con delle idee chiare.



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