Il vice di Petkovic su Adli: “Quando eravamo al Bordeaux faceva la differenza se stava bene, ma…”

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Adli - Milanpress, robe dell'altro diavolo

Yacine Adli raccontato da chi lo ha vissuto per buona parte di questa stagione. Gazzetta.it ha intervistato il vice di Vladimir Petkovic, Antonio Manicone. I due hanno lavorato al Bordeaux prima dell’esonero nel febbraio scorso. Ecco le sue parole.

Adli faceva già la differenza nelle giovanili del Psg, ha solo bisogno di tempo per consacrarsi ad alto livello. E soprattutto del ruolo giusto: dipenderà tutto da Pioli e dal suo calcio. Yacine è un po’ un 10, un po’ un regista. Di sicuro parliamo di un leader tecnico di assoluta qualità. Non è il sostituto naturale di Kessie, questo va detto. Sono due giocatori diversi. Se dovesse giocare più basso, magari accanto a Tonali o a Bennacer, dovrà pensare più velocemente però, dettare i tempi alla squadra. Adli è uno a cui piace tenere il pallone tra i piedi. In due parole? Simpatia e curiosità. Come ho detto, conosceva a memoria tutti i giocatori della Ligue 1, quelli che avremmo dovuto affrontare, e poi ogni allenamento era uno spasso. Sempre con il sorriso e il buon umore. Disponibile, mai presuntuoso. Con Petkovic e ci dicevamo spesso quanto fosse fondamentale“.

Sui suoi pregi: “L’ultimo passaggio. Per noi è sempre stato imprescindibile. A volte tirava fuori filtranti smarcanti di 30 metri. È uno a cui piace spaziare: se parte da trequartista ama allargarsi a destra per dettare la giocata, il tocco ‘no look’. Ha estro, e poi vede il gioco in modo unico. Conosce a memoria tutti i calciatori della Ligue 1: pregi e difetti, se sono destri o mancini, come se avesse un piccolo database“.

Sui suoi difetti: “Dovrà imparare l’italiano! Scherzi a parte, sono sicuro che con Giroud, Theo, Maignan e gli altri connazionali riuscirà ad adattarsi in fretta. Il Milan è l’ambiente giusto per un giovane come lui“.

Un consiglio a Pioli: “Aspettarlo. Parliamo di un ragazzo di quasi 22 anni, se il Milan ha investito su di lui vuol dire che crede nel suo percorso. Pioli è bravo in questo. Con Leao, Theo e gli altri ha fatto un lavoro straordinario. Per il Milan è un bel colpo, senza dubbio: deve crederci“.

Sul suo apporto al Bordeaux: “Quando stava bene faceva la differenza, quando non stava in forma… pure. Una volta si complimentò con lui persino Henry, in diretta tv“.

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