Si è appena conclusa l’ultima sosta nazionali, l’ultimo “vacanza studio” per gli allenatori dei club, che devono studiare qualcosa per rendere il migliore possibile la stagione delle proprie squadre. C’è chi deve solo mantenere l’andamento avuto finora perché il più è già stato fatto, e c’è chi invece deve fare ancora meglio di quanto fatto.
Il Milan è tra le squadre che sono arrivate al momento di dover dimostrare qualcosa. Ad inizio stagione, tra gli obbiettivi dichiarati c’era: lottare fino all’ultimo per vincere il campionato e di conseguenza la seconda stella (obbiettivo mancato), superare i gironi di Champions League (obbiettivo mancato) e ridurre il gap con l’Inter (obbiettivo mancato). Con il fallimento di questi punti, anche la Coppa Italia ha assunto un valore differente, ma i rossoneri sono stati eliminati da un’Atalanta neanche troppo irresistibile.
Così è rimasta “solo” l’Europa League, competizione però mai vinta dal Milan, neanche all’epoca della Coppa Uefa. La competizione ha assunto però più fascino anche per la presenza di un colosso calcistico come il Liverpool e di una delle squadre più belle – da veder giocare – d’Europa, il Bayer Leverkusen. Ma anche le restanti squadre, arrivati tra le migliori otto (quarti di finale), non sono da meno: Atalanta, Benfica, Roma, West Ham e Marsiglia.

60 GIORNI PER RENDERE LA STAGIONE MIGLIORE POSSIBILE
Due mesi, 60 giorni e per il momento almeno 11 partite da giocare (9 di Serie A e 2 di Europa League nel doppio confronto con la Roma). 27 punti totali da mettere in saccoccia in campionato e una semifinale di Europa League da conquistare. “Fino ad oggi sono giudizi parziali e incompleti. A fine stagione dirò cosa vorrei cambiare. Ora non si deve pensare al derby, ma alla Fiorentina“, queste le parole di Stefano Pioli in conferenza stampa, alla vigilia della sfida di domani, appunto contro la Viola.
Già, perché anche rompere la supremazia che in campo l’Inter ha dimostrato contro il Milan negli ultimi derby (cinque vittorie nerazzurre nelle ultime cinque sfide) è diventato un obbiettivo. Questo uno dei motivi maggiori per cui la panchina del tecnico di Parma è stata così tanto in discussione, e il 5-1 nell’ultimo derby è forse stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso (dei tifosi). Fino a dicembre le contestazioni si facevano sempre più forti, e i fischi di San Siro ne erano la prova.
Poi qualcosa è cambiato, nel 2024 il Milan ha ritrovato se stesso (oltre che i tanti infortunati) ed è tornato nella retta via. Otto vittorie in undici partite in campionato, solo una sconfitta (a Monza) e due pareggi (Atalanta e Bologna). 26 punti fatti su 33 totali a disposizione. La panchina di Pioli ha ritrovato stabilità, serenità e, ovviamente, risultati positivi. Ora, lo scudetto è verosimilmente andato, anche se ancora non matematicamente, ma i 14 punti di vantaggio dei cugini sono tanti, troppi.
Rimane il sogno di alzare l’Europa League, trofeo – come già detto – assente nella prestigiosissima sala trofei milanista. Prima però c’è la Roma da battere, poi ci sarà una tra West Ham e Bayer Leverkusen e poi chi lo sa. Dall’altra parte del tabellone la più accreditata per vincere la coppa è il Liverpool, e tutti sanno quanto potrebbe essere storica una finale tra queste due grandi squadre d’Europa. Prima, però, c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare duro. La Roma è la finalista dello scorso anno, non sarà una passeggiata di salute.
Nei piani alti, durante questi ultimi 60 giorni, non resteranno certo a guardare. Il mercato inizia a luglio si, è vero, ma le migliori trattative iniziano da ora. Giroud lascerà a fine stagione, mai come ora serve un nuovo numero 9 che possa prendere il posto del bomber francese e far fare un ulteriore salto di qualità all’attacco rossonero (che già sta facendo benissimo). Zirkzee, Gyokeres, Sesko i nomi più caldi, ma si sa, nel calciomercato tutto può cambiare o accadere in pochi secondi.
I tifosi rossoneri si aspettano grandi cose in questo finale di stagione, la qualità c’è e la voglia… beh, non c’è bisogno neanche di sottolinearlo. Chiudere la seconda stagione consecutiva senza vincere neanche un trofeo non deve essere un’opzione da contemplare. 60 giorni. Il tempo c’è.


