Ex Milan, Melli: “Sarò sempre riconoscente a Sacchi…ma litigai con Ancelotti e Capello”

Alessandro Melli, giovane passato per il Milan negli anni ’90, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Le nozioni più interessanti della conversazione riguardano il suo rapporto con i tecnici ex rossoneri.

Su Sacchi: “Dicembre 1985, avevo sedici anni, gli sarò sempre riconoscente. Viveva già allora solo per il calcio. Quando lo vidi pensai che era un matto, ma era di più: un visionario. Due allenatori hanno cambiato il calcio negli ultimi quarant’anni, Sacchi e Guardiola“.

Su Ancelotti: “A Parma, periodo di brutti risultati, riunì la squadra, prese una sedia, si sedette in mezzo allo spogliatoio. Disse: ‘Ognuno di voi parli liberamente’. Quando venne il mio turno dissi che speravo venisse esonerato, così avrei giocato di più. In quell’occasione uscì il peggio di me. Però poi arrivammo secondi e Ancelotti mi ringraziò perché avevo dato il mio contributo“.

Su Capello: “Fuoriclasse assoluto. Conosceva il calcio, ma conosceva soprattutto i giocatori. Credeva molto in me. Mi ero appena ripreso da un infortunio, mi fa: ‘Da oggi sei il centravanti titolare’. Giorno di riposo, torno a Parma, vado a giocare una partitella a pallavolo con gli amici, mi rompo la caviglia. Mi massacrò e aveva tutte le ragioni“.

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