L’ex rossonero Marco Simone ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare del Milan di Max Allegri, del campionato e della Supercoppa Italiana. Di seguito le parole di Simone.
Sulla Serie A
“È ancora presto e il campionato mi sembra molto equilibrato. In vetta ora ci sono i nerazzurri, ma in precedenza ci sono stati anche Napoli, Roma e lo stesso Milan. Tutto cambia rapidamente, forse anche troppo e spesso si danno giudizi frettolosi. Ma ormai è tipico nel mondo del calcio con i social. Qualcosa in particolare? Il ragionamento è valido in generale ed è anche quello che rende ‘pesante’ l’ambiente calcio. Poi se vogliamo andare su di una situazione specifica, prendiamo Allegri: dicevano fosse ‘cotto’, finito, poco aggiornato. E invece…”.
Se lui è un allenatore allegriano
“Lasciamo stare le etichette. Max può essere criticato per come giocano le sue squadre, ci mancherebbe. Tutti si riempiono di parole, ma nei fatti il progetto di un tecnico dura una settimana: quella che separa una partita dall’altra. Se non ci sono risultati, aumentano le pressioni e diminuisce il tempo di un allenatore. E Allegri i risultati li fa, anche se c’è una cosa che proprio non posso perdonargli”.
Su cosa non gli piace di Allegri
“Il suo continuare a ripetere che l’obiettivo è finire nelle prime quattro. Ok, il Milan arriva da un ottavo posto, ma resta il Milan: deve sempre partire per vincere, senza se e senza ma. Poi, se non si riesce, si può parlare di Champions e delle conseguenze economiche di qualificarsi nell’Europa che conta. Il discorso vale anche per Inter e Juventus”.
Sul Napoli di Conte, che arriva da due sconfitte
“Anche qui, si dimentica tutto troppo in fretta. Antonio ha fatto un’impresa straordinaria solo qualche mese fa. E oggi è lì, nel treno delle prime. Non è così scontato ripetersi ad alto livello a Napoli”.
Se vede favorito il Milan
“Non saprei, in partita secca è ancora più complesso fare pronostici. E poi c’è Leao in dubbio, no?”.
Su Leao
“Nel Milan attuale è il mio preferito. Intendiamoci, ci sono pure altri grandi giocatori come Maignan o Pulisic e Modric merita un discorso a parte che va oltre al campo. Ma Leao ha quella capacità di accendersi e fare la differenza che mi emoziona. Secondo me riuscirà ad arrivare a una completezza prima o poi e a essere ancora più forte”.
Su Modric
“Si nota che gioca ancora con l’entusiasmo di quando era un signor nessuno. Non è banale, ha vinto tutto col Real, è un super campione, ma lo vedi che ha la passione genuina. Un po’ come era Gattuso ai miei tempi: i tifosi lo percepiscono e lo amano”.


