Paolo Maldini, il video per Stone Island: «Tra i miei successi c’è il bene dei miei figli»

Paolo Maldini, icona di Stone Island, risponde ad alcune domande personali per un video social dell’azienda di moda italiana.

CHI È PAOLO MALDINI…PER STONE ISLAND

«Mi considero più un notturno, anche perché sono stato per tanti anni in ritiro in camere da solo. Di conseguenza ho usato quel tempo per pensare alle mie giornate e a tutte le cose che avevo da fare».

«Mi considero una persona che ha avuto successo in quello che volevo fare. Sono riuscito a fare un lavoro che mi piaceva, credo che la cosa che mi ha dato più piacere è avere dei figli che mi vogliono bene. Di conseguenza, per loro chiamarmi papà penso che sia un orgoglio».

«Mi piacerebbe essere ricordato come un bravo calciatore e una persona per bene».

«La libertà è riuscire a essere sé stessi. Non è sempre facile, soprattutto quando sei giovane, e quindi quando si raggiunge quel grado di maturità che porta a essere sé stessi…si vive la vita nella giusta maniera».

«Per descrivere i miei valori…direi onestà, rispetto e mi considero un sognatore. Per me i sogni sono importanti: sono una persona coi piedi per terra, ma credo che nella mia vita abbia sognato tanto e abbia raggiunto certi obiettivi per questo».

«Il miglior consiglio che abbia mai ricevuto è probabilmente quello che mi dice sempre mio padre, ovvero essere responsabile delle mie azioni. È quello che ho cercato di trasferire anche ai miei due figli».

«Io sono nato e vissuto a Milano, quindi sono assolutamente una persona più cittadina. Naturalmente poi nei momenti di riposo mi piace andare in campagna, ma sono una persona cittadina».

«Come carattere introverso mi piace molto stare da solo, però avendo giocato uno sport di squadra per me è fondamentale condividere determinati spazi e tempo anche con le persone. La maturità e la crescita deriva anche dal confronto con le persone intorno a te».

«Credo che la paura faccia parte del nostro mondo, la paura di fallire naturalmente è in tutti noi. Ho sempre cercato di prepararmi al massimo per non avere sorprese, non si riesce mai ad essere preparati al 100%, ma quel tipo di paura si combatte e prepararsi è la cosa migliore».

«Festeggiare il compleanno non mi è mai piaciuto. Quel che dico sempre è, dopo i 50 anni, un minuto di silenzio va benissimo (ride, ndr.)».

 
 
 
 
 
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