Maldini, una stagione difficile. Da Giampaolo in poi, luci e ombre: c’è tanto da pensare

Non è stata certamente una stagione facile quella vissuta da Paolo Maldini e che ancora non è arrivata a conclusione. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ricalca quelle che sono stati gli alti e bassi per l’ex capitano, che sta ancora riflettendo sul suo futuro in via Aldo Rossi. Tutto è iniziato la scorsa estate, quando Leonardo aveva detto addio al Milan e lui si era ritrovato senza compagno di viaggio. Maldini in quel momento aveva virtualmente un piede e mezzo fuori dal Milan, ma a trattenerlo fu l’arrivo di Zvone Boban, amico prima che ex compagno di squadra.

La prima mossa, quella più importante di Maldini, è la scelta dell’allenatore: Marco Giampaolo. Paolo sull’ex tecnico della Samp ci mette la faccia e Boban lo avalla, ma le cose precipitano in fretta e si arriva all’esonero dopo sole sette giornale. Un fallimento, insomma. Spalletti è la prima scelta per succedergli, ma invano, e dunque si vira su Pioli.

A partire da quel momento inizia un malessere interno al club, con le prime crepe nella visione progettuale di Boban-Maldini e quella dell’a.d. Gazidis e della proprietà americana. Maldini si gode l’esplosione di Theo Hernandez, senza dubbio il miglior acquisto del Diavolo, un affare chiuso in prima persona dal d.t. con un blitz ad Ibiza. Con l’anno nuovo, ecco l’aperta contrarietà ai contatti tra Gazidis e Rangnick con conseguente licenziamento di Boban. E ora che ne sarò di Paolo?

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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