Mal comune (in A), mezzo gaudio… ma il ritardo nella costruzione del nuovo Milan ormai preoccupa

La difficoltà di vendere è una condizione comune un po’ a tutte le squadre di serie A, con speciale riferimento alle big, e sta bloccando il mercato nel suo complesso. Incassare con fatica obbliga a spendere in modo ancora più oculato.

Il vero trigger è il fattore tempo, perché a 15 giorni dall’inizio del campionato nessun allenatore è soddisfatto della rosa a disposizione, ognuno a modo suo esprimendo il malcontento, chi in modo più sfacciato chi in modo più diplomatico.

Lato Milan la situazione è davvero complicata. A logica dovrebbero esserci circa 7-8 uscite e potrebbero far incassare al club circa 100-150 milioni, ma ad oggi di fatto non è uscito nessuno e non ci sono trattative impostate.

Amorim ha scelto di portar tutti in tournée e ora dovrà correre per cercare di riarrangiare il roster in maniera più funzionale al suo gioco. D’altra parte il Diavolo arriva da almeno due stagioni deludenti e conseguentemente anche i giocatori non sono nel miglior mindset.

Alcuni giovani e giovanissimi son stati rimandati a Milanello, segnale che non son pronti ad avviso del mister. A Giacarta nel pomeriggio poi son arrivate altre indicazioni, come i cambi al 45’ di Fofana e Tomori, ma come detto la lista è davvero lunga.

Su queste pagine spesso avete già letto che la mancanza di un DS sta penalizzando questi meccanismi. Tuttavia aver tanto nelle mani dell’allenatore può aver anche vantaggi, ma il ritardo nello sfoltimento è conclamato.

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