Quarant’anni e non sentirli, Luka Modric si è preso il Milan e non lo molla più. Il centrocampista croato ha giocato 11 delle 12 partite di Serie A per tutti i 90 minuti e solo in un’occasione (all’80’) è stato sostituito. Arrivato con la promessa di un ultimo ballo d’élite, ha rispettato le più rosee aspettative di un campione senza tempo che, a dispetto di quello che recita la carta d’identità, ha ancora tanto da dare al calcio.
Luka Modric: un’eternità rossonera
Sin da bambino con il sogno rossonero nella testa e nel cuore. All’alba dei 40 anni è riuscito a coronarlo facendo diventare quei colori finalmente i suoi colori. Per l’eternità. La sua presenza nel centrocampo del Milan è diventata ossigeno, geometria, calma. Una guida per tutti e un livello sempre più alto che adesso è difficile abbassare. È proprio qui che nasce il paradosso: Modric è indispensabile per la squadra e letteralmente insostituibile, il rischio è quello di “consumarlo” un po’ troppo.
Il Milan e la gestione di Modric: non tirare troppo la corda
Adesso arriva il momento della verità, anzi degli straordinari. Cinque partite nel mese di dicembre (che potrebbero diventare sei con la finale di Supercoppa) e qualche impegno di troppo rispetto agli standard di questa stagione del Milan che non prevede le coppe europee. Un piccolo tour de force che metterà alla prova quella risorsa da preservare che è Luka Modric. Perché la vera domanda, quella che tutti temono di fare ad alta voce, è semplice: quanto può reggere Modric?
La risposta è a portata di mano, realistica, quella che si prospettava quando il croato per il Milan era ancora soltanto un’idea: non tutte le partite, non sempre 90 minuti, ma gran parte di esse sì. La parola d’ordine adesso è gestione. Cercare di non tirare la corda per non rischiare di vederla spezzata nella seconda parte di stagione, quel famoso mese di marzo che Allegri ricorda sempre. Un campione di questo livello va dosato, protetto, centellinato. Prima per lui, poi per la squadra. Anche in previsione di un eventuale rinnovo di contratto per un’altra stagione.
C’è vita oltre Modric? Il Milan e le alternative al croato
Un altro quesito fondamentale è questo: la squadra sa vivere senza Modric? Un quesito che va oltre la tattica e la tecnica e scava più in profondità. Riguarda quell’identità e maturità del gruppo, che devono rimanere intatte qualsiasi cosa accada. Le alternative ci sono, eccome. Il centrocampo del Milan è stato costruito per avere varianti, soluzioni, cambi di modulo. Non tutti faranno ciò che fa Modric – perché nessuno può farlo – ma tutti possono dare qualcosa per permettergli di tirare il fiato. E Allegri lo sa: alternare, ruotare, dare responsabilità, non è una scelta, è una necessità.
Modric e Allegri: quando i “fenomeni” sono due
In un Milan smembrato da un’anima, l’arrivo di Allegri e Modric è stato come acqua nel deserto. E i progressi si vedono. Una stima reciproca e un rispetto visibili anche da lontano tra allenatore e giocatore che possono anche andare oltre a quello che è il proprio ruolo ma che non lo fanno. Allegri lo ha accolto come si fa con i più grandi. Modric, dal canto suo, si è messo a disposizione con l’umiltà dei più grandi, trasformando il suo prestigio in un dono per la squadra. Non solo a livello di qualità, ma anche di quantità. Corre per quattro e recupera palloni come un mediano qualunque. Un patrimonio per il Milan, insomma.
E proprio perché è un patrimonio, Allegri sa di doverlo gestire con la delicatezza di chi maneggia un pezzo pregiato. Non può permettersi di sprecarlo, di ammaccarlo, di esporlo troppo. Ma questo compito, per uno come Allegri, è un gioco da ragazzi. L’allenatore livornese ha sempre avuto una dote: quella di capire e gestire i suoi uomini. Alla perfezione. Dai più esperti e artisti del pallone, fino ai più giovani e ancora acerbi di calcio.
E Modric in questo lo aiuta. Uno che non è stato particolarmente avvezzo ad infortuni durante la sua carriera. Uno capace di giocare, con il Real Madrid, all’età di 39 anni ben 63 partite in stagione. Non tutte dall’inizio, non tutte per 90 minuti, ma sempre sulla cattedra. Come un professore. Come Luka Modric. Come un tesoro prezioso per la propria squadra, qualsiasi sia. E anche il Milan lo sa: Modric è un tesoro e, come tale, va preservato.


