Uscire a testa alta da un tempio del calcio come Anfield non è da tutti, ma il Milan ce l’ha fatta nonostante la sconfitta. Un rollercoaster di emozioni, dal 1′ al 90′, con ribaltoni da una parte e dall’altra. Alla fine l’ha spuntata, meritatamente, il Liverpool di Jurgen Klopp: una squadra fantastica che potrebbe battere chiunque.
I dati della partita, come sottolinea la Gazzetta dello Sport nella sua analisi, dimostrano come il solo gol di scarto stia stretto ai Reds, dominatori in lungo e in largo. I rossoneri hanno vissuto di resistenza e poi di ripartenza, regalando un sogno ai propri tifosi con quell’uno-due di fine primo tempo che ha rovesciato i padroni di casa. Prima Rebic, poi Brahim Diaz: lo spicchio rossonero di Anfield è impazzito.
I primi 30′ sono stati come una tempesta contro il Milan: ritmi ed intensità di altro livello rispetto a quelli visti in Serie A. Il vantaggio Reds con l’autogol di Tomori poteva essere legittimato al 14′ con il rigore di Salah, ma uno strepitoso Maignan ha detto no sia a lui che a Diogo Jota sulla ribattuta. Da quel momento si sono calmate un po’ le acque e alla lunga è uscita anche la squadra di Pioli.
Al rientro dall’intervallo il vantaggio è durato poco, molto poco. Scodellata deliziosa di Origi per Salah che davanti a Maignan questa volta non sbaglia. Lo stadio ha poi trasportato il Liverpool verso il vantaggio con il gran gol di Henderson. I rossoneri escono a testa alta, ma sono pur sempre i rossoneri e non possono andare fieri di una sconfitta.


