Nell’ultimo anno e mezzo in casa Milan ci sono stati upgrade esponenziali e, tra questi, la crescita di Saelemaekers è senza ombra di dubbio tra quelle maggiormente degne di nota. Il giovane belga è arrivato a Milanello a gennaio 2020, con un cognome impronunciabile e le risatine di chi, quasi tutti, non avevano mai sentito pronunciare il suo nome. La solita scommessa di Moncada, sposata al 100% anche da Maldini e da Massara e, ovviamente, anche dalla società che ha fatto di questo tipo di operazioni il suo marchio di fabbrica ed una filosofia strategica. La scommessa può essersi considerata a tutti gli effetti vinta. Alexis è arrivato con l’etichetta di un giocatore duttile: nato terzino destro, adattato spesso a centrocampo nell’Anderlecht, club da cui è stato prelevato, e con spiccate propensioni offensive. Il passaggio al 4231 nella seconda parte di stagione 2019-2020, da parte di Pioli, gli ha permesso di trovare sempre più spazio e, dopo qualche apparizione sporadica da subentrante come terzino destro, il belga si è trovato sempre più spesso ad essere il titolare come esterno destro d’attacco.
La crescita di Saelemaekers, dalla titolarità con il Milan al gol in Nazionale

La crescita di Saelemaekers, soprattutto dopo il primo lockdown e quindi dal giugno 2020 in poi, è stata costante. Il classe ’99 ha scalzato dai gradi di titolare Samu Castillejo e si è preso una maglia che non ha più restituito. La scorsa stagione, anche se tra alti e bassi ovviamente naturali per la sua età, Alexis è sempre stata la prima scelta sulla corsia destra d’attacco rossonera e ha sempre svolto un ruolo fondamentale per lo scacchiere tattico di Stefano Pioli. Giocando a sinistra con un calciatore molto offensivo, un attaccante a tutti gli effetti, Rebic o Leao di turno, e ancora una prima punta ed un trequartista, Mister Pioli ha sempre voluto schierare a destra nel suo 4231, un giocatore duttile, generoso, un equilibratore, uno che corre tanto, bravo ad attaccare gli spazi, ma anche a difendere e a dare una mano in fase di non possesso. Saelemaekers è sempre stato fondamentale in questo lavoro ed è anche per questo che il tecnico rossonero non ha mai messi in dubbio la sua titolarità nella passata stagione. Ragion per cui sono arrivate anche le prime convocazioni in nazionale maggiore belga (la nazionale che occupa il primo posto nell’attuale ranking Fifa) e, pochi giorni fa, è arrivato addirittura il primo gol. Una soddisfazione enorme che certifica ancor di più la crescita di Saelemaekers sempre costante da quando è al Milan.
La crescita di Saelemaekers, un 22enne con ampi margini di miglioramento

La crescita di Saelemaekers, quindi, è stata sì costante, ma ha ancora tanti capitoli potenzialmente da scrivere. Alexis, infatti, ha compiuto 22 anni soltanto a giugno e può e deve crescere ancora tanto. Si nota anche dai suoi movimenti, dalla sua intelligenza e dalle sue doti che il ragazzo ha ampi margini di miglioramento e deve ancora migliorare tanto, soprattutto nei fondamentali. Il tiro, la precisione nell’ultimo passaggio e i fondamentali tecnici fanno ancora storcere il naso a molti puristi che vorrebbero più pulizia e magia da quella parte del campo. Il belga, però, spesso arriva stanchissimo e non riesce ad incidere sottoporta o nell’ultimo passaggio. Poco male. Il tempo per migliorare c’è ed il tanto e preziosissimo lavoro che svolge in campo ci permette di chiudere un occhio su qualche errorino tecnico. Il suo estenuante correre davanti e indietro sulla fascia, del resto, lo fa arrivare spesso a metà secondo tempo senza fiato e, quasi sempre, Mister Pioli è costretto a sostituirlo per inserire forze fresche. Questi sono i lati da migliorare del calciatore che, in questa stagione, dovrà vedersela anche con la tanta concorrenza nel suo ruolo. Con Castillejo ormai ai margini del progetto, infatti, sono arrivati Alessandro Florenzi e Junior Messias che, anche se con caratteristiche diverse, possono occupare in campo la posizione che, al momento, è e resta di Alexis Saelemaekers.

