Insulti a Theo Hernandez: le colpe dei bambini, le colpe degli adulti

Non torniamo sul tema degli insulti a Theo Hernandez e alla sua famiglia, ma lasciateci analizzare la situazione. Già, perché al netto del fatto che un giocatore possa piacere o meno (scelta legittima, assolutamente), la sottile linea che divide il tifo dalla maleducazione, ahinoi, viene spesso varcata. Verrebbe da dire sempre, perché purtroppo capita tutti i giorni, in tutti gli stadi di tutte le nazioni del mondo. È inutile incolpare solo i tifosi del Napoli, qui il problema è molto più ampio: si tratta di una cultura dell’odio che ha radici profonde.

Milan: Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Insulti a Theo Hernandez, quando gridiamo «al lupo al lupo» e il nemico ce l’abbiamo in casa

Tutti noi abbiamo studiato, a scuola, la storia dei popoli. Dagli antichi greci e romani fino a fascismo e nazismo, quello che abbiamo imparato è che l’umanità si è spesso uccisa a vicenda. Un popolo ammazzava l’altro e trionfava; poi il vincitore veniva ucciso a sua volta da quello che veniva dopo e doveva soccombere. E così via, per milioni di anni. In tutti questi gesti, ispirati da una dottrina del capo tribù (fosse un re, un imperatore o un tiranno), c’è sempre stata la matrice della cultura dell’odio. Il nemico doveva essere annientato, noi siamo superiori. Lo dicevano i romani, lo dicevano i fascisti, lo dicevano i nazisti.

Francia: Theo Hernandez, Olivier Giroud - Qatar 2022 (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Francia: Theo Hernandez, Olivier Giroud – Qatar 2022 (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Augurare la morte ai bambini, al peggio non c’è mai fine

In questa cultura dell’odio, spesso, ci sono finiti anche i bambini. Vittime sacrificali di adulti che lottavano tra di loro, innocenti anime finite troppo presto in cielo. Con il passare dei secoli, però, gli uomini hanno imparato a fare un po’ meno la guerra (non a farla proprio eh, Russia e Ucraina ma non solo insegnano purtroppo) e a cercare maggiormente un dialogo. In questo quadro, però, quella che non è mai mancata è sempre lei, la matrice dell’odio. E quindi gli insulti a Theo Hernandez e famiglia, con tanto di bambino che deve morire, lascia davvero perplessi: ma questo è calcio? Davvero in questo mondo c’è gente che farebbe e augurerebbe queste cose? 

Milan-Napoli: Theo Hernandez, Giovanni Di Lorenzo (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Napoli: Theo Hernandez, Giovanni Di Lorenzo (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Gli insulti a Theo Hernandez, i tifosi idioti e la voglia di chiuderla qui 

I tifosi idioti ci sono sempre stati. Certo è che insultare i calciatori avversari sui social network, soprattutto quando questi si trovano in situazioni di vita quotidiana assieme alla propria famiglia, oltre a mostrare al mondo la totale assenza di cervello, non fanno che allontanare ancora di più tutti dal sistema: i calciatori, che non si sentono più al sicuro. I tifosi «sani», che ripudiano questo atteggiamento e disertano lo stadio. E anche i tifosi che guardano la partita dal divano, consci dello schifo che li circonda. Ma non è che forse il loro obiettivo è proprio questo? Chiudiamola qui, questa gente non merita rispetto.

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