Si complica il quadro giudiziario dell’inchiesta sulla cessione dello stadio di San Siro da parte del Comune di Milano a Inter e Milan. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, infatti, il Tribunale del Riesame ha annullato il cosiddetto “sequestro intermedio” relativo ai telefoni di alcuni protagonisti della vicenda, pur confermando il primo sequestro e quello più recente. Una decisione che potrebbe avere conseguenze rilevanti sullo sviluppo dell’indagine coordinata dai pm Paolo Filippini, Mauro Cavalleri e Giovanni Polizzi.
L’inchiesta sulla vendita di San Siro
L’indagine ruota attorno all’ipotesi di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” nella procedura di vendita dell’area di San Siro ai due club milanesi. Al centro dell’inchiesta ci sono i dispositivi elettronici dell’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Giancarlo Tancredi, dell’avvocata Ada De Cesaris e della funzionaria comunale Patrizia Collarini. Il primo sequestro dei cellulari risale al 6 novembre 2024, nell’ambito di un’altra inchiesta urbanistica legata a un progetto in via Lamarmora.
Successivamente, nel giugno 2025, la Guardia di Finanza impegnata sull’inchiesta San Siro aveva ottenuto l’autorizzazione a utilizzare una copia dei dati acquisiti in quel primo fascicolo investigativo. Il punto contestato riguarda però il “sequestro intermedio” disposto il 25 febbraio 2026. In quella fase, gli investigatori avrebbero selezionato messaggi e contenuti ritenuti rilevanti per il fascicolo San Siro attraverso parole chiave estratte dalle copie integrali dei telefoni già sequestrati. Secondo le difese, quei dati sarebbero transitati da un’indagine all’altra senza una preventiva selezione formale, attraverso quello che viene definito un “pseudo-sequestro postumo”.
La decisione del Riesame
Il Tribunale del Riesame ha accolto i ricorsi delle difese di De Cesaris, Tancredi e Collarini, annullando il provvedimento intermedio. La decisione potrebbe ora avere effetti anche sul successivo sequestro dei telefoni di nove indagati, effettuato il 31 marzo scorso e fondato proprio sui dati emersi dal passaggio ora ritenuto non valido.
In attesa delle motivazioni ufficiali del Riesame, resta da capire quanto questa decisione possa incidere sull’impianto accusatorio dell’inchiesta relativa alla vendita di San Siro. Il tema centrale riguarda la gestione e l’utilizzo dei dati personali acquisiti durante le indagini, aspetto che potrebbe aprire nuovi fronti giuridici e rallentare ulteriormente il procedimento. L’inchiesta su San Siro entra così in una fase ancora più delicata. La decisione del Riesame non chiude il caso, ma rischia di complicare il lavoro della Procura e di aprire nuove contestazioni sulla validità degli elementi raccolti.



[…] Nelle scorse ore è arrivato il pronunciamento del Tribunale del Riesame sull’inchiesta della Procura di Milano sulla cessione di San Siro a Milan e Inter. […]