Ibrahimovic: “Ogni giorno mi sveglio con dolori ovunque, ma la mia felicità è dare l’esempio ai miei compagni più giovani”

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Zlatan Ibrahimovic è stato protagonista di una lunga intervista al tabloid inglese The Guardian, parlando a 360 gradi. Di seguito le dichiarazioni di Ibrahimovic.

Sul suo momento: “Ogni giorno mi sveglio con dolori ovunque. Però ho obiettivi e adrenalina, quindi vado avanti. Ho bisogno di lavorare per mantenermi al top, finché posso continuerò così. Non voglio rimpianti, non voglio pensare ‘avrei potuto continuare perché stavo bene’, preferisco essere completamente finito e dire ‘non ce la faccio più’. Non è questione di contratti o di fama, i soldi e i follower non ti guariscono come invece sa fare l’adrenalina. Soffrire non mi dà problemi, per me è come fare colazione. Questa nuova generazione non lo capisce, non deve fare granché per ottenere credito. Sono molto orgoglioso di appartenere alla vecchia generazione, che doveva fare molto per ottenere qualcosa. Futuro? Se mi preoccupo per il futuro, non mi concentro su oggi. Vivo il tempo presente. Carpe diem”.

Ibrahimovic parla del fatto di aver giocato prima con Paolo Maldini e poi con suo figlio Daniel: “Daniel in campo è ancora un bravo ragazzo, Paolo se voleva ucciderti calcisticamente ti uccideva. Sono felice che non siano la stessa cosa perché non è facile per il figlio essere paragonato al padre, soprattutto quando il padre ha avuto una carriera così straordinaria. Stiamo aiutando Daniel in ogni modo. È un grande talento, ma io gli dico: ‘Fai il tuo gioco, combatti, poi aprirai la strada da solo’. Sono felice. Giocherò col figlio di Daniel, se ne avrà uno? È già un miracolo adesso…”.

Sui suoi errori durante la carriera, Ibrahimovic ammette: “La vita è andare su e giù. Se tutto è stato perfetto, non c’è niente di cui parlare. La realtà non è come una foto corretta coi filtri. Le persone fingono di essere perfette. Io dico: ‘Sono perfetto quando sono me stesso’. Ciò non significa che non sbaglierò, ma imparo dagli errori.  L’episodio in Spagna-Svezia? Ho fatto un placcaggio su Azpilicueta. L’ho fatto di proposito. Non mi vergogno a dirlo, perché lui ha fatto qualcosa di stupido nei confronti di un mio compagno. Anche il mio è stato un gesto stupido, ma significava: ‘Non lo devi fare. Non hai le palle per farlo contro di me. Ti mostro cosa succede se lo fai a me.’ Non è stata una buona cosa per me, ma lo rifarei, perché questo sono io. Non si tratta di perdere i playoff, ma di far capire che non bisogna prendere in giro qualcuno che è a terra. Troppo facile prendersela con i miei compagni di squadra che hanno 20 anni e sono ragazzi molto simpatici. Ho fatto una cosa stupida, sì. Ma lo farò di nuovo, sicuro al 100%.

Ibrahimovic parla poi del Milan attuale: “I miei compagni mi fanno sembrare giovane. Hanno questo effetto su di me, mi sento come Benjamin Button. Sono molto orgoglioso perché vedo questi giovani giocatori assumersi più responsabilità, cambiare mentalità. Questa è la mia felicità ora. Questa è la mia adrenalina. Esco e corro tanto quanto loro. Lo faccio da 20 anni. Perché quando i giovani mi vedono faticare dicono: ‘Dopo tutto quello che ha fatto sta ancora lavorando. Devo farlo perché l’ha fatto lui.’ È così che do l’esempio. Quando sono stato rossonero la prima volta, eravamo una squadra di superstar. Adesso c’è talento ma il progetto è diverso. Ed è più soddisfacente perché se hai successo con le superstar, è quasi scontato. Questo invece non è prevedibile”.

Sul confronto tra Serie A e Premier League, Ibrahiimovic non ha dubbi: “La qualità in Inghilterra è sopravvalutata dal punto di vista tecnico, in questo sono migliori Spagna, Italia e Francia. Ma la Premier League ha un ritmo altissimo, e se non riesci a gestire quel ritmo non basta nemmeno essere il miglior giocatore al mondo. In Inghilterra ci sono così tanti stranieri perché portano la tecnica”.

Ibrahimovic parla poi della sua famiglia, che risiede in Svezia: “Non è facile, ma mia moglie si prende cura dei bambini. Lo facciamo funzionare. Quando c’è tempo libero ci vediamo e siamo tutti felici. È stato strano perché durante il lockdown si stava coi propri cari e io non potevo, perché non si poteva viaggiare. Poi, quando c’è stata maggiore apertura, sono tornato a casa e sono rimasto con loro per due mesi”.

Sullo scontro via social con LeBron James, Ibrahimovic conclude: “Lo sport unisce le persone, la politica divide. Se parliamo di razzismo, è un’altra cosa e non sono d’accordo. Ma non faccio politica. Se lo facessi, ora sarei presidente. LeBron James? Non lo conosco personalmente. Non lo giudico. Qualunque cosa faccia con i razzisti, ha ragione, perché quando 50mila persone ti chiamano zingaro di m…”, è lo stesso. È sempre razzismo”.

Milan: Zlatan Ibrahimovic, Alexis Saelemaekers, Brahim Diaz, Rafael Leao, Alessandro Florenzi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Zlatan Ibrahimovic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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