Hauge, cosa dicono i numeri. Perché può diventare importante

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Le scelte di Pioli sono sotto la lente d’ingrandimento e quando i risultati sono altalenanti, come peraltro le prestazioni, è piuttosto normale. Non si può metter in dubbio che nella crescita delle squadra ci sia tanto merito dell’allenatore e altrettanto quando qualcosa non va, è ragionevole riflettere anche sull’operato dello staff tecnico.

Uno degli spunti del post Milan Samp è stato naturalmente riferito all’impiego di Hauge. Spesso utilizzato come ultima opzione tra gli esterni, ha messo insieme numeri significativi con un assist e 5 gol, di cui 3 in campionato, nonostante un minutaggio inferiore ai 900 minuti. Statistiche da questo punto di vista migliori di Castillejo, Saelemaekers e Krunic, più vicini a Diaz, Rebic e Leao, ma pur sempre con meno presenze.

Il giovane Jens è capace di determinare e guardando i numeri pare ancora più decisivo quando subentra. La sensazione è che Pioli abbia ancora qualcosa riserva sul norvegese per aspetti tattici e forse anche di dinamismo, con e senza palla. Ma il potenziale non è in discussione, ed infatti gli è stata riconosciuta una crescita in termini di condizione fisica proprio dal mister nella conferenza che ha preceduto la sfida con la Doria.

C’è da ricordare che Hauge di fatto sta giocando ininterrottamente da una stagione e mezza tra BodoGlimt e Milan. Inevitabile che questo incida sulla sua brillantezza atletica ed unito all’ambientamento in un nuovo contesto, lascia immaginare importanti margini di miglioramento.

Tuttavia vista la penuria di reti degli esterni e il suo approccio contro i blucerchiati, è auspicabile che possa esser protagonista in questo finale di stagione. In estate poi tra riposo e finalmente una preparazione, il Diavolo scoprirà il vero valore del norvegesino. Insomma una risorsa, presente e futura.

Milan: Jens Petter Hauge – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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