La copertina del match lasciamola a loro. Sì, tecnicamente può essere divertente, ma Milan-Lazio è una scacchiera tattica per Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri, i veri volti della notte di San Siro che ci apprestiamo a vivere.
Divertenti, intelligenti, vincenti. In una parola, toscani. Uno di anagrafe, l’altro di famiglia. I due hanno avuto parecchi confronti negli anni, ma è Max ad averne vinti di più. Con cinismo, una parola che ultimamente si sente parecchio a Milanello. Ma Maurizio non si è mai fatto il boccone amaro con l’avversario: “Rapporto con Max? Buono, è un toscano, quindi buono. Si può avere un’idea di calcio diversa, ma c’è comunque un buon rapporto“.
Idea di calcio diversa, si dice? Pragmatismo contro ideologia, moduli variabili contro insistenza, possesso del pallone non prioritario contro centrale, pressing situazionale contro sistematico, difese (che tra l’altro hanno preso entrambe nove reti) che percepiscono il pericolo o che si alzano. E non solo. Oltre la tattica, Allegri e Sarri hanno un pensiero completamente opposto sulla libertà data al giocatore: il rossonero vuole che quello forte decida da solo, il biancoceleste chiede rigidità e regole.
Non solo Serie A, ma anche Coppa Italia. La coincidenza vuole che il big match si disputi due volte in una settimana, una volta davanti al pubblico meneghino e una volta davanti al pubblico capitolino. In pochi giorni si possono cambiare decisamente le sorti di una stagione: con una sconfitta in una delle due occasioni, il Milan potrebbe perdere quella fiducia acquisita negli scontri diretti o, addirittura, un trofeo, mentre la Lazio non può mollare quell’acceleratore che preme, zitta zitta.


