Giovani talenti e futuri campioni, l’importanza di scegliere il Milan

Categories

Negli ultimi anni la filosofia del Milan, come ben sappiamo, è stata costretta a cambiare più volte e ha portato diversi giovani talenti a Milanello. Si è passati, quindi, dagli acquisti sensazionali e dei migliori calciatori in circolazione targati fine anni ’80 e anni ’90, all’acquisto di numerosi palloni d’oro e campioni già affermati per migliorare la rosa di anno in anno e restare ai vertici del calcio italiano, europeo e mondiale. Questo accadeva durante gli anni gloriosi dell’epopea berlusconiana, con Adriano Galliani che era il re incontrastato del mercato mondiale, al pari di pochi altri. Gli ultimi anni della gestione italiana, però, sono stati disastrosi ed hanno portato il Milan, pian piano, ad uscire dall’élite del calcio che conta, prima in campo internazionale e poi in quello nostrano. Nel frattempo scappavano via gli sponsor, aumentavano gli ingaggi e non arrivavano i risultati sul campo, ma aumentavano i debiti e si appesantivano i bilanci. L’anno di gestione cinese, infine, ha peggiorato ancora di più la situazione, portando il Milan ad essere escluso dall’Europa per gravi inadempienze amministrative ed economiche e ad un passo dal fallimento. L’intervento di Eliott e dei Gordon ha letteralmente salvato la pelle al Milan e, dopo un anno di assestamento e di errori sotto la gestione Leonardo, si è cambiato totalmente marcia e, con l’arrivo di Gazidis ed i pieni poteri della parte tecnica dati a Paolo Maldini (affiancato da Ricky Massara), il Diavolo si è rimesso in sesto. Lo ha fatto sistemando il bilancio, azzerando i debiti, facendo entrare sponsor su sponsor, abbassando sensibilmente il monte ingaggi e seguendo una politica virtuosa che ha portato in rossonero giovani talenti che, crescendo insieme alla squadra, sono diventati campioni ed hanno permesso al Milan di tornare sul tetto d’Italia.

Giovani talenti e futuri campioni, tra quelli già passati e quelli che passeranno

Milan: Rafael Leao (Photo Credit: AC Milan)
Milan: Rafael Leao (Photo Credit: AC Milan)

Sicuramente molto più facile a dirsi che a farsi, ma sappiamo che dietro c’è e c’è stato un incredibile lavoro che comincia dalla parte societaria e passa per quella dirigenziale, fino ad arrivare alle intuizioni dello scouting e al meraviglioso lavoro svolto da Stefano Pioli ed il suo staff. Così, Casa Milan e Milanello sono tornati a diventare un modello da imitare, una società, un gruppo, una famiglia dove l’importante è lo stare insieme ed il crescere senza fretta, ma con un’obiettivo ben preciso: far parte di un gruppo e migliorarsi a vicenda. I giovani talenti, quindi, diventano futuri campioni e crescono a dismisura il loro livello, diventando profili ambiti per tutti i più grandi club d’Europa. In attesa di tornare ad essere quel Milan sia dal punto di vista economico che tecnico, a competere sotto questi aspetti con le più grandi squadre del Continente, dopo aver azzerato il divario in Italia ed anzi averlo creato tra sé e gli altri club nostrani, il Diavolo si gode la sua ritrovata identità, il suo dna ben specifico e continuerà a crescere con il progetto firmato Gerry Cardinale. Ed allora si aspettano i nuovi Leao, Bennacer, Theo Hernandez, Sandro Tonali, Magnain, Tomori e Kalulu. E si continua ad investire sui giovani talenti per trasformarli in futuri campioni o campioni già affermati.

Giovani talenti e futuri campioni, il Milan l’ambiente perfetto

Milan: Aster Vranckx - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Aster Vranckx – MilanPress, robe dell’altro diavolo

L’esempio dell’ancora 22enne francese, Pierre Kalulu è quello più calzante e lampante in tal senso. Preso per 500mila euro nell’indifferenza più totale, senza nemmeno una partita in una squadra maggiore, è diventato titolare inamovibile, uno dei simboli del Milan scudettato e con un valore di mercato semplicemente centuplicato. Valori di mercato raddoppiati o triplicati anche per gli altri sopracitati a cui la cura Milanello ha fatto miracoli. Nell’ultima sessione di mercato, per continuare su questa strada illuminata, sono arrivati i vari Thiaw, De Keteleare, Vrancxk, Dest ed è tornato Pobega. Nel mirino ci sono altri giovani talenti da scoprire, acquisire e valorizzare in futuro. Eh sì, perché ormai il Milan è diventata la scelta giusta per crescere, per fare quello step successivo che in tanti non riescono a fare, fermando il loro percorso e restando per sempre promesse mancate e/o talenti sprecati. In passato ci sono stati i vari Olmo, Szoboszlai, ed altri ancora, che hanno preferito il Lipsia e la Germania in generale per crescere ed esplodere. Ora, non abbiamo più dubbi: per i giovani talenti l’ambiente Milan è quello giusto e l’attuale meravigliosa congiuntura di positività e magia che alberga a Milanello è la formula vincente per fare quello step decisivo e trasformarsi da giovani talenti a futuri campioni.

Autore

condividi