Giovane alla guida dei giovani, Romagnoli bandiera prima del tempo

Categories

Giovane capitano significa grandi aspettative. Così è stato per Alessio Romagnoli, chiamato ora alla discussione del rinnovo con i colori rossoneri. Cresciuto al fianco dell’ex pilastro Bonucci, ora alla guida della retroguardia, in attesa della nomina del compagno di reparto fisso. Prima Musacchio, ora Gabbia, passando per Kjaer, il capitano non ha mai goduto della stabilità che la sua età e la sua breve esperienza di pallone richiedono. Esperto, intelligenza tattica e una carriera agli albori fanno del numero 13 un candidato eccellente per una pagina nella storia del Milan, viva e prestigiosa grazie ai ricordi dei tempi che furono. Investito di responsabilità importanti e significative, Romagnoli ha risposto presente scalando montagne, smarrendo la retta via e (spesso) perdendo la bussola. Troppi gialli evitabili, spesso colpevole e puntualmente condannato: il prezzo della responsabilità, alla guida del Milan, avrebbe potuto prendere il comando di una carriera che attende l’impennata per prendere quota. Non quando le spalle sono larghe abbastanza.

Rinnovo. Le responsabilità comportando sacrifici, un esempio necessario per l’ambiente, una guida anche nel buio. Nel 2011, nel pieno dell’era cinese alla guida del Milan, Romagnoli ha rinnovato il suo contratto. Senza certezze o promesse, solo con tanto amore per i rossoneri. Le dimostrazioni non richiedono parole, solo un lavoro silenzioso che porta a conquistare posizioni nel gruppo di lavoro e tra chi sostiene il progetto. Il rinnovo di Romagnoli dipende ora da una lunga serie di concetti di cui non si conosce il futuro. L’ombra del procuratore Raiola non sembra lasciare spazio a certezze in un momento di ricostruzione che parte proprio dalla squadra dirigenziale. Se è vero che la storia si fa partendo dai punti fissi, Romagnoli potrebbe rappresentare il punto zero. Quello di una rinascita che sa di ripartenza.

Guida per i giovani, da giovane. Si può anche essere guida dei più giovani, con la stessa età di chi segue l’esempio. Un processo non naturale, che porta a due vicoli ben separati: l’eterno successo o lo smarrimento e una caduta libera, l’ultima. Primo a scendere in campo non significa primo della classe, spesso sopravvalutato e anche eccessivamente investito di responsabilità, non sempre sue. Un bilancio significativo quello di Romagnoli, pur sempre capitano dei colori rossoneri. Del Milan. Un ruolo non da poco, anche e soprattutto quando è necessario essere luce e speranza nel buio più totale.

Autore

condividi