L’inchiesta riguardante le curve di Milan e Inter negli ultimi giorni, ha scosso un pò gli ambienti dei due club meneghini. Non tanto per il pericolo di essere penalizzati, quanto per i rapporti che il loro tifo organizzato ha tessuto con la mafia in questi anni.
Rossoneri e nerazzurri però possono star tranquilli quantomeno dal punto di vista delle penalizzazioni: i risultati sportivi non verranno in nessun modo modificati, come riportato dalla Gazzetta dello Sport. Infatti, c’è un importante precedente che vede protagonista la Juventus nel 2017, sempre per i rapporti illegali con i propri ultrà.
Il rischio multa però rimane, ed è molto alto. Oggi il procuratore Chiné ha chiesto ai pm della Procura della Repubblica di Milano “l’ordinanza di custodia cautelare e gli atti di indagine non coperti da segreto“. In più, i tesserati coinvolti nella vicenda verranno chiamati e interrogati dal procuratore, come recita il comma 10 dell’articolo 25 della Giustizia Sportiva: “è fatto divieto di avere rapporti con esponenti di gruppi o gruppi di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società. Dette convenzioni, stipulate secondo le condizioni previste dall’art. 8 del D.L. n. 8/2007 convertito in legge con la L. n. 41/2007, devono essere validate dalla Federazione. In ogni caso tali rapporti devono essere autorizzati dal delegato della società ai rapporti con la tifoseria. In caso di violazione delle disposizioni di cui al presente comma, si applicano le sanzioni di cui al comma 9 (violazioni in ambito di Serie A puniti con una sanzione di 20mila euro)“.
Mentre il comma 1 riguarda invece i rapporti tra società e tifosi, che vieta le stesse a “contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità, alla costituzione e al mantenimento di gruppi organizzati e non organizzati di propri sostenitori, salvo quanto previsto dalla legislazione statale vigente“.


