Allegri vs Conte è un classico del nostro campionato di Serie A, quasi più di qualsiasi altra sfida tra club: è molto sentita. Non perché ci siano particolari antipatia tra i due, ma le sfide tra vincenti si sa, sono sempre un pò più importanti. Ora, ironia della sorte, si ritrovano entrambi primi in classifica, Max con il Milan ed Antonio con il Napoli, a 28 punti. La Gazzetta dello Sport, nell’edizione odierna, analizza i due tecnici, ma soprattutto ne analizza il cammino fatto fin qui.
IL CORTOMUSISMO ALLEGRIANO DA I PRIMI FRUTTI
Allegri è tornato ad allenare quest’estate dopo un anno sabbatico conseguente all’esonero dalla Juventus e la vittoria della Coppa Italia. La piazza ne era consapevole: non stava arrivando ne Fonseca ne Conceicao, stava arrivando chi la Serie A la conosce meglio di se stesso. Non ci ha messo molto a conquistare tutti, ancora prima che iniziasse il campionato.
Poi quella maledetta sconfitta con la Cremonese. Maledetta o benedetta, dipende dai punti di vista, perché da li ne è scaturito probabilmente il più importante acquisto portato a termine dal Milan quest’anno: Adrien Rabiot. Con Max il francese mette in campo delle performance clamorose, ma non da highlights, non compare in ogni azione offensiva o cose simili, ma in campo è ovunque.
Da quella sconfitta però il Diavolo si è rialzato e non è mai più caduto: solo qualche piccolo inciampo contro Pisa e Parma, pareggi contro Juventus e Atalanta e per il resto solo vittorie. Dodici sono i risultati positivi consecutivi senza sconfitte. Allegri conosce benissimo ogni angolo segreto della Serie A, basti pensare che negli ultimi 15 anni l’ha vinta ben 6 volte. E seppur davanti ai microfoni continui a vendere la solita versione del “puntiamo al quarto posto“, dietro le quinte tutti sappiamo a cosa pensa il buon Max.
CONTE VUOLE RIPETERSI
Non si può dire che sia stato vicino al Milan, ne quest’anno ne quello scorso, ma Antonio Conte è stato per mesi il sogno proibito dei tifosi rossoneri che, a gran voce, lo acclamavano nel maggio 2024, quando poi la scelta ricadde su Fonseca. Con il Napoli ora sta facendo grandi cose: uno scudetto l’ha già vinto, ora punta al secondo, cercando anche di fare bella figura in Champions League.
L’ex allenatore dell’Inter ha superato ormai il primo periodo buio di questa stagione, dove in preda ai tanti infortuni e a delle strane sconfitte i partenopei non sembravano più essere guidati da Conte che, durante la pausa nazionali, ha voluto staccare un attimo prendendosi una settimana libera per andare a Torino dalla sua famiglia. È servita, perché da quando è tornato ha messo in fila tre vittorie consecutive contro Atalanta, Qarabag e Roma, subendo 0 gol e segnandone 6.
Siamo ancora alla tredicesima giornata e la preannunciata “lotta” tra i due è solo all’inizio. Negli scontri diretti sta vincendo Allegri (2-1 a San Siro) ma i punti in classifica sono uguali. La battaglia continua…


