Niclas Fullkrug, nuovo giocatore del Milan, arrivato in prestito dal West Ham fino a giugno, è stato intervistato dai microfoni ufficiali del club rossonero, nella classica prima intervista di presentazione. Di seguito le sue parole.
Le dichiarazioni
Le sue prime sensazioni
“Sono molto felice, grato e orgoglioso. È un grande club e una grande squadra, in un momento molto positivo. Il gruppo è già molto solido e di successo: entrare a far parte di una squadra così è sempre una grande cosa per un giocatore“.
Le prime gare da rossonero
“La prima partita è stata già speciale, ho sentito che la squadra era felice di avermi in campo e per come gioco, è stata una bella sensazione. Poi ovviamente l’accoglienza a San Siro è stata incredibile: i tifosi mi hanno fatto sentire il loro caloroso benvenuto. È stato molto positivo e speciale per me“.
Cosa pensa di portare nello spogliatoio
“Energia. È molto importante, non solo nel calcio ma anche nella vita. Quando c’è tensione, l’energia deve crescere. In una stagione come questa è molto importante, quando si è così vicini alla vetta, tenere sempre alta l’energia e avere persone che la trasmettano. Io cerco di farlo nello spogliatoio, voglio sempre avere la mentalità giusta, in allenamento e in campo. Forse ho già portato qualcosa di simile nello spogliatoio“.
Con chi ha parlato prima di venire al Milan
“Ho parlato con Malick Thiaw e poi con Oliver Bierhoff, che mi ha detto quello che già sento: è magico poter giocare per un club così grande, con uno stadio incredibile e dei grandi nomi sia ora che nel passato. Questo mi rende orgoglioso e grato di essere qua e indossare questa maglia. Voglio aiutare la squadra ad essere di successo“.
Come crede di aiutare la squadra
“Penso di potermi integrare molto bene, c’è tanta qualità. Mi piace stare in area, vicino alla porta e lottare nei contrasti difficili, tenendo la palla per la squadra e fare il lavoro sporco. Queste sono le mie qualità che ho già dimostrato qualche volta. Devo fare in modo che la squadra abbia tempo e spazio per pensare, ovviamente devo aiutare anche con i gol“.
I suoi idoli
“Per me Klose è stato un grande esempio, ha giocato in Italia. Così come anche Rudi Voller e, ovviamente, Bierhoff che ha giocato al Milan. Un grande giocatore. C’erano tantissimi grandissimi attaccanti: Inzaghi, Giroud, Ibrahimovic, Van Basten, Ronaldo… Attaccanti fortissimi che ho sempre guardato“.
Il suo rituale di tirarsi le orecchio prima di entrare in campo
“È una storia che ha radici ben lontane nel passato. Quando giocavo nelle giovanili da bambino, mio padre era l’allenatore e all’inizio degli allenamenti parlavamo un pò di tutto, così mio padre cercava un gesto per “scendere i motori” e focalizzarsi sul lavoro. Io l’ho mantenuto per tutta la carriera e la mia vita, è un rituale. Mio padre è fiero che io abbia mantenuto questa cosa. È il mio modo per concentrarmi solo sulla gara“.
Come va con l’italiano
“Tutto bene è sicuramente la più facile perché la si può usare sempre. Per me però è ancora più importante comprendere, perché abbiamo un allenatore italiano che parla solo italiano e tiene tutte le riunioni in italiano. È certamente giusto così, tutti quelli che entrano in questa squadra devono dimostrare di volerne far parte, e la lingua è parte di questo. Devi adattarti alla cultura e alla lingua per essere davvero parte del Milan. È importante perché nessuno è più grande del club o della squadra. Capisco comunque già abbastanza, anche perché parlo un pò di spagnolo e riesco a collegare alcune parole. Provo a parlare e imparare quando posso. È certamente una sfida per me, quella di imparare una nuova lingua ed è una cosa positiva, non solo nel calcio ma anche nella vita“.
Cosa significa per lui il numero 9
“Il numero 9 è importante per tanti club, ho già sentito come chiamate il numero 9 qua: punta. È un punto di riferimento importante, e quando vedo quel numero penso a segnare gol. Ho bellissimi ricordi con questo numero in passato, l’ho sempre amato e lo amo ancora. Lo indosso anche la Nazionale tedesca e per me è stato un numero di successo. È un numero positivo. So che qua al Milan il numero 9 ha avuto le sue difficoltà, ma per me non conta. Per me è una cosa positiva“.



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