Giovedì sera, il Milan ha pareggiato in casa contro il Genoa al termine di 90 minuti complicati, con episodi non del tutto chiari. I rossoneri, quindi, perdono altri due punti importanti e vedono l’Inter allungare a +3.
Dopo l’ennesima battuta d’arresto con una “piccola”, dopo quelle contro Cremonese, Pisa, Parma, Sassuolo, è forse arrivato il momento di accantonare il 3-5-2 a favore del 4-3-3. La sconfitta contro la Cremonese e i pareggi contro Pisa, Sassuolo e Genoa, sono arrivati in casa: si sa, da sempre, le squadre di bassa classifica vedono in San Siro il luogo ideale dove dare il massimo e ciò è evidente nella stagione rossonera. Oltre al merito agli avversari, però, bisogna essere autocritici con sé stessi e chiedersi come sia possibile vincere contro Napoli, Inter, Roma, Lazio e Bologna, pareggiare contro Atalanta e Juventus e perdere punti per strada con le “piccole”. Una possibile risposta può essere legata al modulo di gioco: con il Genoa, infatti, dopo l’iniziale 3-5-2 si è passati ad un timido 4-3-3 che, però, non sembrava particolarmente ordinato dal punto di vista dell’applicazione. Intorno al 65′ con l’ingresso in campo di Fullkrug, Allegri è passato al 4-3-3 con il tedesco come punta, Leao-Saelemaekers (poi Athekame) esterni, Pulisic alle spalle dell’attacco supportato da Modric e Rabiot. Da quel momento in poi la partita è cambiata, supremazia territoriale del Milan, tanti tiri in porta e il gol del pareggio arrivato al 90′, dopo un paio di episodi dubbi su Fullkrug e Athekame.
Il 4-3-3 potrebbe quindi essere una chiave per provare a strappare punti importanti contro le piccole: fino a questo momento, però, non è stato un modulo particolarmente frequentato dal tecnico livornese che è rimasto fedele al 3-5-2, modulo ideale per fare bene contro le big ma, forse, troppo vulnerabile contro le “piccole”. La vulnerabilità del modulo è evidente alla voce gol subiti: 11 tra Cremonese, Pisa, Parma, Torino, Sassuolo e Genoa, 3 tra Bologna, Napoli, Juventus, Fiorentina, Atalanta, Roma, Inter, Lazio.
Il 4-3-3, inoltre, consentirebbe a Leao di spaziare nel suo ruolo preferito, di dare a Pulisic, la libertà di cui ha bisogno, e a Saelemaekers una zona di campo più vicino alla porta avversaria. Allegri, quindi, dovrà essere bravo a spaziare tra questi due moduli a seconda della partita: i punti persi nel girone di andata contro le “piccole” dovranno essere necessariamente recuperati nel girone di ritorno, nella speranza che possano bastare per sognare lo Scudetto.


