Fonseca, arriva la benedizione di Ibra. Prima scelta per questioni tecniche, ma ora bisogna aiutarlo

Dopo tante settimane di chiacchiericcio, polemiche e silenzi il Milan annuncia ufficialmente Paulo Fonseca che sarà il prossimo allenatore rossonero. Il portoghese firma un contratto triennale e succede a Stefano Pioli. Ad annunciare Fonseca ci ha pensato Zlatan Ibrahimovic in prima persona a margine di un evento organizzato appositamente dalla società anche per presentare il nuovo ruolo dello svedese all’interno del Milan. Il nuovo Senior Advisor di RedBird ha parlato così della scelta di Fonseca: “Si studiava il tipo di allenatore, che approccio ha secondo i criteri che volevamo. Antonio Conte è un grande allenatore, ma non era quello che cercavamo. Nei giornali ogni giorno c’era un nome diverso. C’è una realtà e una voce che gira, c’erano nomi che abbiamo messo sul tavolo che abbiamo discusso. Con Fonseca condividiamo idee e strategie. La strategia è di migliorare la squadra come collettivo e individualmente. Fonseca avrà un ruolo molto importante anche in relazione al progetto Under 23 e di una squadra sempre più giovane perché è un allenatore che dà la possibilità e sa far crescere i più giovani”. Poi, ancora: “Ringraziamo Pioli che ha fatto la storia del Milan, ma con Fonseca vedrete un Milan diverso, un Milan che giocherà all’attacco e punterà a fare un bel calcio, ma nello stesso tempo ad essere equilibrato dietro”.

Ibra garante di Fonseca e della scelta tecnica

Zlatan-Ibrahimovic-Conferenza-Stampa
Zlatan-Ibrahimovic-Conferenza-Stampa

Queste in breve le parole pronunciate da Ibrahimovic sul nuovo allenatore che, dopo settimane di silenzio, è diventato ufficiale. Al netto di una campagna abbonamenti cominciata con il botto e che continua a mostrare l’amore incondizionato dei tifosi rossoneri verso la squadra, nemmeno le parole di Zlatan hanno però tolto quel velo di enorme scetticismo che continua ad esserci attorno alla società, ma soprattutto attorno alla scelta di affidare la panchina a Paulo Fonseca. Thiago Motta, Allegri, Conte, De Zerbi, Sarri ed altri ancora. Erano diverse le scelte possibili in casa Milan dopo quasi cinque anni di Pioli, ma la decisione è ricaduta sull’ex allenatore di Lille e Roma che, almeno da quanto è stato dichiarato da Ibra, è stato sempre la prima scelta e lo è stata soprattutto per motivi prettamente e meramente tecnici. Fonseca è l’allenatore che si sposa meglio con il progetto Milan, con le ambizioni del club, con le strategia di crescita, con l’attuale brand position e con la mission e la vision già citata da Ibra in un suo recente post sui social che aveva fatto impazzire i tifosi rossoneri. Ora, si può credere o non credere alle parole ed alla buona fede di Zlatan, ma tant’è. Lo scetticismo resta, ma in casa Milan dovranno essere bravi in trasformarlo in fiducia e magari anche in risultati, così come dovrà essere bravo a farlo soprattutto lui, Paulo Fonseca che avrà un compito davvero arduo.

Non solo Zirkzee per Fonseca, ecco cosa serve

Joshua Zirkzee, Paulo Fonseca - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Joshua Zirkzee, Paulo Fonseca – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Guardando le esperienze fin qui nella carriera di Fonseca, il suo 4231 che spesso si trasforma in 433, la sua filosofia di calcio, il suo modo di vedere e vivere il gioco, la sua voglia di fare sempre la partita e di attaccare, non ci sono dubbi che queste caratteristiche si incastrano al meglio con le idee che vengono sposate anche a Casa Milan. Bisognerà però a questo punto lavorare sui difetti che Fonseca ha mostrato in questi anni di carriera, soprattutto nelle due stagioni in Italia alla Roma. Difetti che, ed è questa la vera paura del tifoso milanista, vanno anche a ricalcare quelli mostrati dal Milan di Pioli nelle ultime due stagioni. Tanti, troppi gol subiti, squadra spesso spezzata in due e senza un’adeguata ed efficace fase difensiva, tantissimi infortuni all’interno di una singola stagione e la mancanza di personalità e concentrazione quando il gioco si fa duro e nelle partite calde e che contano più delle altre. Per limare queste defezioni, però, una mano a Fonseca dovrà darla anche la società attraverso un mercato che non lasci la rosa squilibrata, con tanta qualità davanti e poca sostanza in generale tra difesa e centrocampo, così come successo un’estate fa. Non solo Zirkzee, quindi, che comunque dovrà essere necessariamente chiuso per riportare un po’ di entusiasmo al popolo milanista. Servono soprattutto uno o due centrocampisti di sostanza, corsa e grinta, prima ancora che di qualità e poi, aldilà del terzino destro, servirà un centrale di difesa forte e futuribile che possa spostare gli equilibri di un reparto che troppo spesso ha sofferto nelle ultime due stagioni.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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