Stefano Pioli ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano la Repubblica nella quale ha parlato dell’inizio della sua nuova avventura alla Fiorentina, ma è anche tornato su temi del suo passato come il Milan. Ecco le sue dichiarazioni.
Sulla lotta scudetto: “Napoli? Se la giocherà con Inter e Milan. Anche se Allegri non vuole che lo dica (ride, ndr), ha il grande vantaggio di non giocare le coppe“.
Sullo scudetto vinto al Milan: “È stata più che altro una grande gioia, che mi ha dato felicità e notorietà. Nessuna rivincita, quando sei al livello più alto sei sempre in discussione. Più sono esagerati i complimenti, più lo diventano le critiche. Se mi commuoverò al ritorno a San Siro? Credo proprio di sì. L’anno dello scudetto si era creata un’atmosfera magica, il coro ‘Pioli is on fire’ mi ha divertito molto. Ho guidato una squadra fantastica“.
Pioli racconta un retroscena su Kean: “Volevo Moise al Milan, anche se c’era chi parlava male di lui. Niente di vero, è un ragazzo serio che dà tutto. È un amico di Leao: due persone dal cuore grande“.
Sulla ricetta per i campioni affermati: “L’ossessione. Oltre a CR7, l’ho vista in Klose alla Lazio e in Ibra al Milan. Per arrivare al top non devi pensare a nient’altro che al tuo obiettivo. Io amo arrivare al campo alle 7 e andarmene alle 18 per avere il tempo di sistemare tutto. Anche un’uscita fuori con la famiglia va calcolata in base alle ore di riposo necessarie e all’alimentazione corretta. Per questo solo in pochi diventano campioni“.



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