È vero, l’esonero di Brian Priske a poco più di 48 ore dal playoff di Champions League è strano, ma se si guardano i risultati non lo è più così tanto. Ad approfondire la notizia, arrivata qua in Italia come un fulmine a ciel sereno, ci ha pensato la Gazzetta dello Sport, che spiega la situazione.
In Olanda Priske era ormai visto come un “dead man walking“, ovvero un morto che cammina. Gli ultimi risultati e gli attriti con la società (aumentati con la cessione di Gimenez) gli sono stati fatali, e nonostante la sua ultima partita l’abbia visto uscire vincente dal campo nel derby di Rotterdam (3-0), il club lo ha voluto comunque sollevare dall’incarico anzitempo.
Già a gennaio, quando il Feyenoord era diciottesimo in Champions League, si erano sentite le prime voci, ma la vittoria contro il Bayern Monaco gli aveva proiettati poi undicesimi, e il tutto si era affievolito. A scaraventare nuovamente Priske nell’occhio del ciclone è stata la sconfitta per 6-1 contro il Lille, seguita dalla sconfitta nel Klassieker contro l’Ajax e dal Psv in Coppa nazionale.
Insomma, era tutt’altro che un fulmine a ciel sereno. Al suo posto subentrerà per il momento Bosschaart, il tecnico dell’Under 21. Per il futuro ci sono tanti nomi in ballo, ma è difficile che arrivino in tempo per il ritorno di Milano.


