Ex Milan, Filippo Galli: “Siamo stati la squadra italiana più forte di tutti i tempi. Berlusconi e Sacchi hanno cambiato il calcio”

L’ex Milan Filippo Galli ha parlato a storie di Serie A della sua carriera in rossonero e non solo. Queste le sue parole:

“Ho avuto la fortuna di arrivare nel settore giovanile del Milan ma a dire la verità ci sono arrivato un po’ tardi rispetto ai miei colleghi Evani, Battistini, Incocciati, Icardi… sono arrivato a 17 anni, ho fatto due anni di Primavera e poi un anno in prestito a Pescara. Sono rientrato nella stagione 1983-84 con Ilario Castagner e sono rimasto 14 stagioni al Milan. Prima con difficoltà societarie e poi con l’arrivo di Berlusconi. 

Sacchi ha avuto un grande impatto, ha portato idee nuove, c’è un calcio prima e uno dopo Sacchi. Ha portato l’idea di comandare il gioco, di voler fare la partita. Ha portato innovazioni anche in allenamento, poi quando arrivano i risultati tutto assume una luce diversa. È stata la svolta del mondo del calcio italiano. Con Sacchi eravamo una squadra fortissima, sia per individualità che per gruppo, grazie alla bravura di Arrigo.

Successivamente sono stato con Capello, che io avevo avuto anche prima, arrivò e anche lui fu straordinario senza distruggere quello che aveva fatto Sacchi. Era in sintonia con i giocatori e ha saputo rivitalizzarli, così il Milan è tornato a vincere.

Ho fatto 14 stagioni al Milan e ho visto tanti campioni passare. Baresi lo andavo a vedere allo stadio. È stato il mio capitano e lo sarà per sempre. Andavo allo stadio a tifare Milan, mi ricordo l’anno della stella. Maldini è stato un altro grande capitano insieme a Rivera e Baresi. In allenamento dimostrava già grandi doti, era un talento straordinario, non aveva paura di nulla e lo ha dimostrato sul campo sin da subito. 

Liedholm mi faceva marcare a uomo Maradona, mi diceva che se fosse sparito dal campo per il Napoli era un problema, se sparivo io non se ne accorgeva nessuno. L’Italia all’epoca era la Premier League di oggi, c’era Zico, Platini, Altobelli, Vialli, Mancini.

In Europa noi negli anni tra l’87 e il ’94 abbiamo vinto tre Coppe dei Campioni, ricordo la finale di Atene contro il Barcellona, una squadra fortissima allenata da Cruijff. 

Io ho allenato poco, cinque anni, ho fatto il collaboratore di Baresi e poi il primo allenatore in Primavera. Poi un anno sono stato nello staff di Ancelotti in prima squadra ed è stato come un master, indimenticabile. 

Baggio? Ho avuto anche la fortuna di giocare con lui al Milan prima e al Brescia poi con Mazzone. Io ero il capitano l’anno prima in B quando vincemmo il campionato e in Serie A arrivò lui e ci aiutò a salvarci. 

I momenti difficili sono stati tanti, soprattutto gli infortuni, tra ginocchia, tendini. Tra i momenti belli c’è sicuramente la finale del ’94 che ero titolare, ma da milanista ricordo la vittoria contro la Steaua Bucarest in Coppa dei Campioni, ricordo lo stadio che era tutto rossonero. Giocai solo 15 minuti, Sacchi mi fece entrare ed è stato indimenticabile anche solo calcare il campo quella sera. Possiamo dire che siamo stati la squadra italiana più forte di tutti i tempi. In quel gruppo c’era una cultura del lavoro straordinaria, era unico. 

Galliani mi ha nominato responsabile del settore giovanile, è tutto un altro tipo di lavoro, i miei colleghi e collaboratori mi hanno insegnato tanto e mi hanno fatto vedere il calcio in maniera diversa. Berlusconi è stata una figura straordinaria e importante, è arrivato e ha stravolto il mondo del calcio in Italia, ha portato l’azienda nel calcio. Mi ha fatto capire l’importanza dei dettagli”. 

Silvio Berlusconi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Silvio Berlusconi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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