L’agente di Santiago Gimenez Rafaela Pimenta ha rilasciato un’intervista a TNT Sports Mexico per parlare dell’arrivo, dei problemi e dell’addio al Milan del centravanti messicano. Di seguito le sue parole
Pimenta sui problemi di Gimenez al Milan
«Mi dà fastidio che ci si dimentichi la storia di Santi e quello che è successo. Santi è arrivato al Milan a metà stagione. Non è facile inserirsi in una squadra a gennaio: è molto diverso dall’arrivare all’inizio della stagione, soprattutto quando si tratta di un altro Paese, un’altra lingua, un’altra cultura e un calcio molto diverso da quello a cui era abituato. Poi è cambiato l’allenatore, è cambiata tutta la dirigenza e quest’anno è cambiato nuovamente tutto.
La continuità diventa impossibile, davvero impossibile, quando il club, come il Milan in quel momento, non ha una struttura stabile. E quando la struttura non è stabile, per un giocatore è difficile trovare la propria dimensione, soprattutto se è straniero e sta arrivando in un nuovo ambiente.
Tu conosci la situazione italiana: chi arriva critica ciò che è stato fatto prima, chi se ne va critica le decisioni della dirigenza precedente. È un po’ una questione politica. Credo che Santi sia rimasto coinvolto in una situazione molto più grande del suo rendimento sportivo. A mio parere, anche considerando gli infortuni, non ha avuto le giuste opportunità per esprimersi al meglio».
Sulla scelta di Gimenez di andare al Milan
«Non possiamo dimenticare che Santi aveva tante altre proposte, ma ha scelto il Milan perché, fin da bambino, è sempre stato il suo club del cuore. A volte, però, una scelta dettata dal cuore può influenzare la percezione di una realtà che, in quel momento, forse non è più la stessa del Milan che Santi conosceva da piccolo, no?
Ha lasciato sul tavolo tante altre proposte, tante altre opportunità. Ha puntato le sue fiches, non so se sia l’espressione corretta, su una squadra che si sta ricostruendo, che deve ricostruirsi. Io sono milanista, lo sanno tutti, ma il Milan sta attraversando un periodo di ricostruzione.
Il Milan che Santi conosceva da bambino era un’altra cosa. In quel momento, scegliere il Milan era difficile ed è stato anche il trasferimento più importante, il più costoso di quella gestione. Poi, naturalmente, è arrivata un’altra gestione».
Se il Porto è la squadra giusta per Gimenez
«Per me sì. Per il tipo di calcio, per le sue caratteristiche, per le persone che ci sono lì, per i compagni di squadra e, soprattutto, per la fiducia che questa squadra ripone in lui. Penso che, in questo momento della sua carriera, il Porto sia la squadra ideale per questo giocatore. Lui sta vivendo molto bene questa esperienza, e questo è l’aspetto più importante per giocare bene. Credo che Porto e Santi siano un connubio perfetto».


