Intervista a tutto tondo rilasciata a La Gazzetta dello Sport per Alberico Evani, leggenda rossonera che ha spiegato innanzitutto il suo addio alla Nazionale: “Mi ha telefonato Roberto Mancini, mi ha spiegato che la Federazione voleva cambiare e intendevano propormi la Nazionale femminile. Qualche giorno fa ho chiamato il segretario Vladovich per chiudere ufficialmente il rapporto. Lì è venuta fuori la proposta dell’Under 20. Mi sono preso un giorno per riflettere e poi ho detto no grazie. Non potevo tornare indietro. Mi sono convinto che era l’ora di cambiare. Dovevo farlo prima, dopo l’Europeo. Era il tempo giusto. Me lo diceva anche mio fratello. Ma sentivo di poter essere ancora utile. Non è facile lasciare un posto dove sei stato bene. Amareggiato? No, la Federcalcio ha il legittimo diritto di cambiare. Credo che si voglia dare una scossa di novità, come nel 2018, e ripartire con tanti giovani bravi. Ci sta. Potevano essere gestiti meglio i tempi. A ridosso della scadenza del contratto, sentivo Lombardo, Salsano… e ci chiedevamo: “Perché non si muove nessuno?” Ora che le squadre sono già fatte, è difficile ricevere proposte di lavoro. Potevano comunicarlo prima, la decisione l’avevano presa da tempo. Ora aspetto un buon progetto per ripartire. Anche in B, anche in un club che punti sui giovani. Ci lavoro da una vita. Non mi sono mai sentito un secondo, anche se l’ho fatto per qualche anno. Non avessi avuto esperienza e attitudini da primo allenatore, avrei avuto più imbarazzi a sostituire Roberto quando è stato male. Me lo ha riconosciuto anche Viscidi facendomi i complimenti. Ho alle spalle 10 anni nelle giovanili del Milan, 13 a Coverciano e uno in C con il San Marino. È il momento di una strada nuova“.
Evani ha parlato anche del Milan dopo il congedo a Maldini: “Paolo è stato un giocatore straordinario e da dirigente ha fatto benissimo. Quando hai poca disponibilità economica, devi avere buone idee. Lui ha scelto bene. Ha vinto uno scudetto imprevisto. Ma devo dire che il Milan attuale si sta muovendo con criterio, scegliendo giocatori giovani e funzionali al gioco di Pioli. Sembrava che dovesse esserci un ridimensionamento, invece è stato reinvestito tutto e bene“.
Evani conclude: “L’Inter era più forte, ora siamo lì. Il Milan ha acquistato fisicità, qualità e più opzioni. In attacco non dipende più dal solo Giroud. Può reggere due competizioni importanti. Okafor a Roma m’impressionò. Alla Svizzera mancavano Seferovic ed Embolo. Ci fece diventare matti da solo“.


