L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha intervistato Davide Ancelotti, figlio di Carlo e nuovo allenatore dei brasiliani del Botagofo, che ha risposto anche ad una domanda sugli insegnamenti del padre:
“Tutto quello che so è frutto dei suoi insegnamenti; è il mio modello, non posso nasconderlo, ma non voglio essere la sua copia. Ho le mie idee, a volte abbiamo discusso su questioni tattiche. Succede quando si lavora a stretto contatto. A me piace un calcio aggressivo, molto verticale e organizzato. In questi anni ho studiato parecchio: non solo i metodi di papà, ma anche quelli di Guardiola, Klopp e di altri grandi tecnici. E poi, quando non so che fare, mi guardo una gara del Milan di Sacchi e mi vengono i brividi: quella squadra faceva, 35 anni fa, ciò che si dovrebbe fare oggi. Pressing, sovrapposizioni, aggressione dell’avversario, fuorigioco sistematico. Pazzesco“.



[…] «Mi sento già pronto per allenare una piazza grande come il Milan? Sì, sì. È difficile da spiegare perché, ma è il momento di dare un passo. Adesso abbiamo questa grande competizione con mio padre, però voglio iniziare ad allenare e ho iniziato a farlo in un posto difficile come il Botafogo». […]