Il Milan cala la manita sul Cagliari e ottiene la matematica qualificazione alla SuperCoppa Italiana: a San Siro finisce 5-1.
Milan-Cagliari, primo tempo
Anche stavolta, le indiscrezioni spifferate alla vigilia trovano conferma: Pioli silura quattro “big”, mandando in panchina Tomori, Calabria e soprattutto Theo Hernandez e Leao. Nel 4-3-3, in difesa sugli esterni ci sono Kalulu e Florenzi, Musah fa la mezzala e ai lati di Giroud agiscono Pulisic Chukwueze. Ranieri risponde con un 3-5-2 con Luvumbo e Shomurodov in avanti. Nel silenzio di San Siro – confermato anche per questa partita lo sciopero del tifo da parte della Curva Sud – parte meglio il Milan che prova subito a cingere d’assedio l’area sarda. Al decimo la prima conclusione, di Florenzi che calcia al volo da fuori area, trovando Scuffet attendo a distendersi. Due minuti dopo, lo stesso terzino ex Roma calcia una punizione da buona posizione, mandando però alto. La prima chance per il Cagliari arriva al minuto 21: Bennacer perde palla in impostazione a favorisce la fuga due contro due di Luvumbo, che però poi sbaglia il passaggio a Shomurodov, permettendo la chiusura di Florenzi.
Due minuti dopo, ancora ripartenza condotta da Luvumbo, che calcia dai venti metri ma la conclusione è centrale e facile preda di Sportiello. Poche occasioni da una parte e dall’altra: da registrare due ammonizioni nelle fila rossonere, per Bennacer e Gabbia, con il centrale che era diffidato e salterà la trasferta di Torino. A dieci dall’intervallo, si sblocca il match: azione insistita in area da parte del Milan con Pulisic e Chukwueze, con la palla che dopo una serie di batti e ribatti arriva sui piedi di Ismael Bennacer, che insacca a porta vuota. Nell’unico minuto di recupero concesso da Sozza, ci prova Prati con l’inserimento dalle retrovie, ma la sua conclusione in precario equilibrio è debole e la presa di Sportiello manda le squadre al riposo con il Milan avanti.
Milan-Cagliari, secondo tempo
Durante lintervallo, Pioli opera addirittura tre cambi: dentro Tomori, Leao e Okafor al posto di Gabbia, Chukwueze e Giroud. Dopo tre minuti e mezzo, è proprio il portoghese ad andare vicinissimo al gol: cross di Pulisic dalla destra, sul secondo palo Leao si inserisce con i tempi giusti ma in spaccata centra in pieno la traversa. Al decimo risponde il Cagliari, con un bel fendente rasoterra di Prati: bravissimo Sportiello a distendere e mettere in corner. Sulla battuta seguente, Shomorudov anticipa tutti sul primo palo ma con il tacco non trova solo l’esterno della rete. Sull’azione seguente, il Milan raddoppia: minuto 14, Musah serve di tacco Leao, che fa partire la ripartenza, resiste alla carica di Sulemana e poi imbuca per Christian Pulisic, che davanti a Scuffet di sinistro non sbaglia. Tre minuti dopo, ancora insidioso in Cagliari: punizione dal limite dell’area, alla cui battuta va Deiola che decide di calciare forte sul palo di Sportiello, che di pugno respinge. Nonostante il secondo gol subito, il Cagliari non esce dalla partita e al diciottesimo la riapre: su un cross dalla destra, Musah si perde completamente l’inserimento di Nandez, che con la zampata supera Sportiello. Cinque minuti dopo, Pioli inserisce anche il terzo dei quattro “epurati”: Theo Hernandez rileva Florenzi.
Alla mezzora, il Milan rimette due lunghezze di distanza tra sé e il Cagliari, grazie al gran gol di Tijjani Reijnders, che riceve da Theo e dai venticinque metri lascia partite un bolide su cui Scuffet non può arrivarci. La partita è tutt’altro che chiusa, perchè il Cagliari non molla: il neoentrato Oristanio cerca il gol direttamente da calcio d’angolo colpendo il palo, la palla arriva a Shomurodov che scarica un destro che colpisce in pieno la parte bassa della traversa. Come accaduto anche ad inizio ripresa, nel miglior momento degli ospiti il Milan trova il gol: imbucata di Bennacer in campo aperto per Leao, che fa cinquanta metri palla al piede senza che i difensori del Cagliari possano fermarlo, poi salta Scuffet in uscita e deposita in rete il poker rossonero. A sei dal novantesimo, Pioli concede spazio al Pobega, al rientro dopo quasi cinque mesi per infortunio, concedendo la standing ovation a Bennacer. Subito dopo Leao ha sul piede la palla per la doppietta, ma controlla non perfettamente e poi prova un lob che Scuffet controlla. Ci riesce, invece, Pulisic, che controlla il cross di Okafor e scarica un destro, che Mina tira fuori dalla porta solo dopo che il pallone ha varcato la linea. Dopo tre minuti di recupero si conclude un match dominato dai rossoneri che ritrova la vittoria dopo sei partite.



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