Il Milan di Sergio Conceicao vince per la prima volta in stagione quattro partite consecutive, tra campionato e Coppa Italia, e in generale chiude il mini-break delle ultime sei, con cinque vittorie e la sola sconfitta casalinga contro l’Atalanta, è sicuramente un Milan nuovo, con l’allenatore che lo ha modellato con una veste tattica differente. In realtà, anche in queste ultime due sfide, con gli ennesimi sei punti conquistati in rimonta con l’attuale gestione tecnica, si è visto un Diavolo differente tra primo e secondo tempo. Da Udine in poi, forse in maniera un po’ tardiva, Conceicao ha deciso di schierare il Milan con un 343 più coperto ed equilibrato, ma soprattutto con una squadra più corta in campo e che non lasciava praterie agli avversari nelle ripartenze. I soli tre gol subiti in queste sei partite sono lì a testimoniare la bontà della scelta del tecnico ex Porto che probabilmente ha avuto solo la colpa di non adottare prima questa nuova soluzione tattica. Non si è mai visto un grande Milan dal punto di vista del gioco e della manovra, in questo ultimo mese, certo, ma quando subisci pochi gol, è certamente più facile fare male con i campioni che hai a disposizione dalla cintola in sù e vincere le partite con due o tre giocate sporadiche che, in un modo o nell’altro, sai che arriveranno sempre. Ed è proprio questa, forse, la ragione dell’ulteriore cambiamento che Conceicao ha messo in atto negli ultimi due match.
Milan, Conceicao e la sua scelta ragionata che sta portando i suoi frutti

Il Milan che ha vinto di rimonta a Genova e ieri sera in casa contro il Bologna, ha recitato un po’ lo stesso copione. Primo tempo con la difesa a tre, scialbo a livello di gioco, ma equilibrato e con poche occasioni concesse agli avversari; secondo tempo, invece, con il passaggio al caro vecchio 4231 (o 442 che dir si voglia), quindi alla difesa a quattro, e con la reazione dopo il gol subito a freddo dagli avversari. Reazione di pancia e di rabbia, certo, ma anche di tecnica e bravura, con le giocate decisive di calciatori che il Milan può permettersi di lasciare in panchina e far entrare in corso d’opera per cambiare le partite. Joao Felix e Gimenez contro il Genoa, Gimenez e Chukwueze contro il Bologna, ma poi ancora la qualità e l’esperienza di un Walker che ti permette di cambiare modulo e veste tattica. Conceicao sta modellando il suo Milan e lo sta facendo diventare camaleontico, ma soprattutto lo sta adattando alle caratteristiche di una rosa davvero troppo forte per essere ottava o nona in classifica e che avrebbe dovuto ricoprire posizioni ben diverse. La qualità delle cosiddette alternative, ma in generale dei calciatori offensivi della squadra rossonera permette qualsiasi cambio modulo e e tattico, senza snaturare troppo l’identità della rosa e dei suoi componenti. Un Milan cambiato, quindi, ma che riesce anche a modificare modo di stare in campo e veste tattica tra un tempo e l’altro e a farlo con profitto.
Partita da dentro o fuori, che Milan sceglierà Conceicao?

Conceicao, quindi, sta riuscendo a mantenere con profitto due piani gara per le partite del suo Milan, è successo ieri, ma anche in altre occasioni e lo fa sfruttando al meglio le risorse dalla panchina e la forza offensiva della squadra a gara in corso. Come se ci fosse un vestito iniziale necessario per l’equilibrio nel primo tempo e un altro, secondario, per il secondo tempo e utile per attaccare la partita e l’avversario con maggiore forza offensiva e con cambi freschi. Un qualcosa non di casuale, ma sicuramente ragionato che però ha dato i suoi frutti in questo finale di stagione, in partite in cui il Milan si giocava oggettivamente poco e non aveva quasi nulla da perdere. Ora, ovviamente, la domanda è una e una soltanto: sarà questa la scelta a cui Conceicao si affiderà anche a Roma nella partita, a questo punto, più importante della stagione? Sarà una scelta saggia e porterà i suoi frutti anche in una partita da dentro o fuori, che vale un trofeo, mezza stagione e una qualificazione all’Europa? Lo vedremo, ma soprattutto vedremo se sarà lo stesso tecnico portoghese a insistere con questa tattica ragionata di cambiare il suo Milan a gara in corso, oppure si affiderà dall’inizio al modulo con quattro difensori, modulo che la squadra conosce bene e che sembra anche poter far più male al Bologna di Italiano. Da qui, infondo, si partirà anche per costruire il Milan del futuro, con o senza Conceicao, un Milan che dovrà avere nell’equilibrio e nella letalità dei suoi assi offensivi un mantra su cui costruire quelle fortune che tutti ci auguriamo possano ripassare dalle parti di Milanello.

