Una lunga, lunghissima, sosta per le Nazionali ferma il Milan e tutti gli altri club di Serie A. L’occasione, dunque, è giusta per fare un primo mini-bilancio delle prestazioni della rosa rossonera fino a questo momento, dopo sei partite giocate tra campionato e Europa League. Il focus odierno è su Samuel Chukwueze.
Chukwueze, cosa abbiamo visto finora
In questa stagione Samu Chukwueze sta vivendo una seconda giovinezza in maglia Milan. Sei presenze, due assist e, soprattutto, una continuità di minuti e di rendimento che fino a pochi mesi fa sembrava quasi impensabile. Il nigeriano non è più il giocatore a intermittenza della sua prima esperienza a Milano: oggi è un titolare quasi intoccabile, un riferimento costante della manovra offensiva e, quando manca, la squadra lo sente.
Il cambio di passo ha radici precise. Il prestito allo scorso anno al Fulham, in Premier League, lo ha temprato. Ventitré partite, tre gol e un’esperienza di calcio più fisico e diretto gli hanno restituito fiducia e cattiveria. Al ritorno, però, è stato l’arrivo di Rúben Amorim a trasformare radicalmente il suo ruolo e la sua prospettiva. Il tecnico portoghese, in maniera quasi inaspettata, lo ha reinventato come esterno di centrocampo nel suo 3-4-2-1. Non più solo un’ala pura che attacca, ma un giocatore a tutto campo: copertura e recupero palla in fase difensiva, qualità e verticalità quando il Milan costruisce.
Amorim ha puntato sulla mentalità di Chukwueze più che sulle pure doti difensive. Il risultato è un Samu diverso, più maturo, capace di interpretare un ruolo importante per l’intera fascia. Quando è in campo diventa un punto di riferimento: riceve, dribbla, accelera e mette palloni pericolosi, soprattutto di sinistro, sul secondo palo. In Serie A queste caratteristiche sono oro: il dribbling in spazi stretti e la capacità di crossare o verticalizzare creano superiorità e occasioni. Finora i due assist sono il risultato concreto, ma il rendimento complessivo va oltre i numeri.
Tatticamente la sua utilità è evidente. Amorim vuole giocatori che sappiano superare l’uomo, occupare i mezzi spazi e dare imprevedibilità. Chukwueze, in quella posizione, unisce la qualità offensiva al lavoro di copertura. È uno dei più in forma insieme a Yunus Musah: entrambi corrono, recuperano e spingono. Quando il Milan attacca, Samu diventa il terminale che permette di allargare il gioco e creare i tagli per i compagni. Quando difende, la sua presenza sulla fascia aiuta a chiudere gli spazi e a far ripartire la squadra in modo ordinato.
Cosa aspettarsi dopo la sosta?
C’è un solo punto interrogativo a medio-lungo termine: il carico fisico. Fare tutta la fascia, attaccando e difendendo, per novanta minuti a partita è un impegno enorme. Con il passare dei mesi e con il ritmo serrato di campionato ed Europa League, quella doppia fase potrebbe pesare. Per ora, però, Chukwueze sembra gestirlo con lucidità e il rendimento non ne risente.
La conferma del momento positivo arriva anche dalla Nazionale. Il ct Éric Chelle lo ha convocato per le prime due gare di qualificazione alla Coppa d’Africa 2027. Il 25 settembre la Nigeria ospiterà il Madagascar a Uyo, quattro giorni dopo andrà a Bissau contro la Guinea-Bissau. Due impegni importanti per i Super Eagles, che devono partire con il piede giusto. Chukwueze, reduce dalla buona stagione di club, parte con la chance di essere protagonista anche in maglia verde.
La storia di questo inizio di campionato racconta di un giocatore che ha ritrovato continuità e identità. Non è più il talento intermittente arrivato a caro prezzo e mai pienamente valorizzato. È un pezzo fondamentale del Milan di Amorim, un esterno che sa fare la differenza in entrambe le fasi e che, quando non c’è, lascia un vuoto percepibile, almeno per il momento. Se riuscirà a mantenere questo livello di intensità e qualità, Samu Chukwueze può diventare uno dei protagonisti della stagione rossonera.



[…] Amorim non fa eccezione e al netto di alcune scelte di formazione discutibili, del suo modo di far calcio abbiamo solo intravisto qualcosa, perché la sostanza è presto per giudicarla dopo 5 gare di campionato e una di coppa. […]