Mattia Liberali ha rilasciato un’intervista ai microfoni di SportWeek, settimanale della Gazzetta dello Sport, nella quale è tornato a parlare del suo passato al Milan. Il classe 2007 sta brillando con la maglia del Catanzaro (3 gol e 4 assist in stagione), impegnato nei playoff di Serie B contro il Palermo (playoff): ecco le sue parole.
Liberali: «Prima volta a Milanello magica. E il mio esordio…»
«Sono cresciuto con mio nonno Romano, era milanista sfegatato e mi ha trasmesso la passione. Se n’è andato presto, ricordo però i primi anni. Veniva sempre a vedermi, e io giocavo anche per lui. Credo fosse orgoglioso. Ha avuto un ruolo importantissimo per me. Prima volta a Milanello? Magica. Ricordo l’ingresso: una volta dentro, non dovevo più girare a destra per andare con la Primavera, ma potevo andare dritto verso lo spogliatoio della prima squadra. Tralascerei gli allenamenti con Pioli, perché lì ero aggregato. La vera prima volta è stata nell’estate 2024, prima della tournée con Fonseca. All’inizio parlavo tanto con Calabria, Florenzi e Gabbia, anche lo stesso Fonseca. Non mi conosceva, poi durante le amichevoli si è instaurato un bellissimo rapporto».
Sull’esordio in amichevole: «Choc. E già col Rapid Vienna, quando ho giocato titolare nella prima amichevole dell’anno. Mi dicevo: ‘Mamma mia, di già?’. Poi è arrivato il City. Pensavo: ‘Vabbè, al massimo mi metterà per cinque minuti’. Invece ho giocato mezz’ora. Ero bello carico, però non teso. Non vivo mai le cose con troppa pesantezza. Real? In rifinitura Fonseca mi ha messo titolare. Io ero tipo: ‘Dai, ma non posso…’. Ricordo l’ingresso allo stadio di fianco a Modric. Al fischio d’inizio avevo di fronte Endrick. E ho pensato: ‘Cavolo, ’sto qua lo hanno pagato 80 milioni ed è vicino a me…’. A fine primo tempo Brahim Diaz mi ha fatto i complimenti, poi ho parlato anche con Rudiger».
Sull’esordio a San Siro: «Coincideva con la festa per i 125 anni del club. Prima della partita c’erano tantissime leggende. Cioè, una serata pazzesca. Ahimè abbiamo pareggiato, in caso di vittoria sarebbe stato il top del top. Ma non mi lamento. I miei amici erano pure più gasati di me. Perché all’inizio fatichi a mettere a fuoco, non realizzi. Loro invece erano infuocati. Vedo ancora lo stadio durante il riscaldamento. Appena entrato in campo mi sono guardato intorno, era tutto pieno. E sento il coro che mi ha dedicato la Curva Sud».
Sul consiglio più importante: «Ringrazierò sempre Florenzi. Non era tanto un consiglio, quanto una semplice frase. Mi diceva: ‘Stai tranquillo e fai quello che sai fare. Quello che ti fa divertire. E una volta che ti diverti, viene tutto più facile’».
E sul suo addio…
«In estate è nata l’opportunità di venire a Catanzaro e l’ho colta. Assieme al mio agente abbiamo parlato col direttore Polito e mister Aquilani, avevano un bel progetto. E la B è un campionato molto formativo per un giovane come me».



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