L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha realizzato una lunga intervista all’ex allenatore rossonero, Fabio Capello, che ha parlato del momento attuale del Milan. Di seguito le dichiarazioni di Capello.
Le parole di Capello
«La fase difensiva è stata difettosa nelle ultime dieci partite della scorsa stagione – esordisce Capello – e non è migliorata per nulla quest’anno. Il centrocampo non filtra mai a sufficienza dopo aver perso palla, ci sono molte disattenzioni sia su azione che sulle palle inattive. Per quanto riguarda la fase offensiva, ci sono tanti giocatori che provano a portare palla nell’ambito di un gioco lento, con pochi cross. Si cerca di entrare centralmente con passaggi filtranti che non vanno a buon fine e finiscono per favorire gli avversari. E poi si finisce col dare sempre la colpa al centravanti che però, poverino, non riesce a ricevere una palla decente. Proponendosi in questo modo, non si trovano spazi quando incontri avversari organizzati come il Benfica.
Il fattore peggiore ora come ora? Non aver ancora trovato la squadra di riferimento. Quei 12-13 giocatori fondamentali su cui costruire il resto. Eppure si è visto che in questa rosa ce n’è di gente in grado di fare la differenza. Invece ho visto troppe formazioni diverse. Nessuno cerca la profondità. Forse sanno che la palla non gli arriva… Vedono il pallone che gira ma in un modo che concilia il sonno. Per questo Milan si sta predicando tanto il recupero palla veloce in attacco, ma per ora lo si è visto solo contro il Torino alla prima giornata. Non c’è mai chi cerca l’uno contro uno per andare al cross, o uno scatto in profondità.
E poi c’è anche un altro problema: anche quando si arriva a mettere palla in mezzo – prosegue Capello – non c’è mai nessuno che riempia l’area. Ramos riceve la palla circondato dagli avversari e non è aiutato dai compagni. Direi che per il 50 per cento c’è la paura di tentare la giocata e per l’altro 50 non si è ancora capito il piano tattico. I giocatori si conoscono e si capiscono giocando insieme: se cambi sempre, a questo obiettivo non ci arrivi. Modric? Che non sia in grande forma è qualcosa sotto gli occhi di tutti ma un giocatore di questo livello, soprattutto visto come sta giocando ora la squadra, starei molto attento prima di accantonarlo. Io sono per la qualità. Ricorderei che lui è uno dei pochi a dare verticalità alla manovra.
Amorim ha detto che la rosa non è del tutto adatta alla sua idea di calcio? Da un lato significa che il club non ha fatto tutto ciò che lui ha chiesto. Dall’altro non sempre un allenatore può essere accontentato al cento per cento. Il problema è che questo concetto non va detto pubblicamente. Sono questioni che vanno discusse all’interno del club. L’undici titolare schierato contro il Benfica non l’ho ancora capito. Io comunque parto da un presupposto, che l’allenatore mette in campo la squadra che ritiene migliore per vincere. Ma Amorim la sta ancora cercando. Gli va data la possibilità di proseguire nel suo progetto. E non è questione di contratto. Va sostenuto perché sta cercando una soluzione e occorre attendere che la trovi.
Il ds è sempre stato importante, ma occorre che porti un valore aggiunto. Non basta soltanto riempire una scrivania. Il punto è che bisogna saper fare il vino con l’uva che si ha. Non esiste un solo sistema di gioco, bisogna mettere i giocatori nel posto in cui rendono di più. Amorim troppo schietto nel parlare pubblicamente? Di base lo trovo molto educato, dice tantissime cose. Ma occorre stare attenti: la faccenda della rosa, ripeto, non è stata bella nei confronti della società. Presuntuoso? No, per adesso no. Prima di definirlo tale, aspetterei ancora», conclude Capello.


