Capello: «Capisco i tagli di Amorim. Ma chi arriva deve essere all’altezza del Milan»

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha realizzato una lunga intervista all’ex allenatore del Milan, Fabio Capello, che ha parlato delle mosse di mercato rossonere, dopo il summit tra Cardinale e Amorim. Di seguito le sue dichiarazioni.

Le parole di Capello

«Parto da Tomori, perché pensavo sarebbe stato utile in qualche modo ad Amorim. Non dimentichiamo che l’inglese è stato titolare la scorsa stagione e giocava anche negli anni in cui il Milan ha vinto lo scudetto e raggiunto la semifinale di Champions. Lo capisco e lo rispetto: Tomori non è il centrale bravo a impostare che probabilmente il tecnico portoghese predilige. Ma visto il pacchetto di difensori attualmente in rosa, io ci avrei pensato bene prima di scaricare l’inglese.

Se il Milan prenderà uno come il Nesta dei vecchi tempi, allora alzo le mani e accompagno volentieri Tomori alla porta (ride, ndr). Perché non vorrei che con l’idea di giocare molto il pallone poi si perda di vista il primo compito di un difensore, che è – come dice la parola – difendere. Amorim vuole fare un calcio propositivo e tenere la retroguardia alta, ma ci sono partite o momenti delle gare in cui devi per forza saperti difendere anche nei 16 metri. E allora va bene il palleggio, ma un centrale forte nella propria area lo devi avere. A meno che non puoi contare su Maldini, Baresi, Costacurta e fenomeni del genere che fanno bene tutto».

Capello sul centrocampo

«Io credo che l’allenatore voglia puntare con decisione su Jashari, che magari vede adatto al suo stile di gioco. Il Milan, però, dipenderà moltissimo da Modric, che a settembre compie 41 anni… Il croato non potrà giocarle tutte. Dietro di lui hai Comotto, ragazzo molto interessante che è giusto mantenere in rosa. Poi Ricci, giocatore affidabile, e Musah, che forse Amorim giudica congeniale al suo gioco di possesso, essendo bravo nella conduzione. Lo è decisamente meno nello smistamento del pallone e nelle letture tattiche, però».

Capello sull’attacco

«Si pensava che Nkunku potesse ritrovare smalto nel 3-4-2-1 di Amorim e, invece, eccolo escluso dal progetto. Evidentemente il tecnico ha visto qualcosa in allenamento che non gli è piaciuto. Leao? Se dovesse veramente rimanere le cose non saranno facili per lui. E per evitare che San Siro mugugni, dopo le dichiarazioni fatte quest’estate, non dovrà fare un buon campionato, ma una super stagione. Gimenez ha deluso e poi si è fatto male. Era arrivato come una garanzia, non ha mantenuto le aspettative: l’ho visto poco cattivo anche in area. Non mi strapperei le vesti alla sua cessione».

Capello sul mercato in entrata

«Del difensore abbiamo detto e, secondo me, non c’è bisogno solamente di uno che faccia numero, ma di un titolare. Il solo Gila non basta. Mi aspetto poi un giocatore creativo che faccia la differenza sulla trequarti con continuità, sia che resti Leao sia che il portoghese se ne vada. Anche perché, qualora rimanesse, non sarebbe comunque una garanzia e gli farebbe bene un po’ di sana concorrenza di livello. Certi atteggiamenti non credo si possano più correggere, ma almeno il Milan sarebbe coperto in quei giorni in cui Rafa si alza col piede sbagliato.

In Camarda vedo grande potenzialità, sa muoversi in area e ha qualità. Giusto che finalmente gli si dia una chance di emergere. Anche perché pure Allegri voleva tenerlo in rosa lo scorso anno. Con i giovani in Italia c’è sempre troppa prudenza, serve un po’ di coraggio! Anche perché è impossibile sapere quando un ragazzo è pronto, se non viene mai testato. Anche un tecnico ritenuto “difensivista” come Allegri non è riuscito a risolvere l’enorme problema della squadra rossonera: il filtro una volta persa palla. Nella prima parte di stagione sembrava che Max ce l’avesse fatta ma nel ritorno si è tornati all’anno precedente. Ecco, se Amorim non trova la soluzione a questo, sarà sempre tutto molto complicato», conclude Capello.

Arrigo Sacchi e Fabio Capello (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Arrigo Sacchi e Fabio Capello (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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