giovedì, Maggio 26, 2022

Verso Cagliari-Milan, il doppio ex Pancaro: “Di Pioli mi piace l’elasticità mentale: sembra Ancelotti…”

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È il giorno di Cagliari-Milan e del match ha parlato il doppio ex Giuseppe Pancaro ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco la sua intervista.

Su Maldini: “Mi piace moltissimo il modo in cui sta lavorando dietro la scrivania. Ogni tanto lo sento ancora, è una persona molto intelligente, diciamo che ha fatto qualche anno di praticantato e oggi è uno dei dirigenti migliori che ci sono in Italia. Lo conferma il lavoro straordinario che stanno facendo al Milan, prendendo giovani di prospettiva e di talento nonostante non possano spendere cifre folli. E ora si ritrovano a lottare per lo scudetto. E poi si vede chiaramente che ha una bellissima sinergia con l’allenatore. Il calcio italiano ha bisogno di uomini come Paolo“.

E continua: “In questo momento al Milan stanno vivendo la storia perfetta, sono un esempio da seguire per la programmazione, nell’avere in testa un’idea chiara da raggiungere con mezzi economicamente e forzatamente limitati. Insomma, un club che riesce a sostituire Donnarumma con qualcuno che non solo non lo fa rimpiangere, ma aggiunge pure qualcosa, significa saper fare bene il proprio lavoro“.

Sui parametri zero che hanno lasciato e stanno lasciando il Milan: “Beh, io dal Milan non andrei mai via, ma non mi permetto di giudicare gli altri. Dico solo che il Milan dovrebbe essere visto da tutti come un punto d’arrivo e non una tappa di passaggio. Il primo giorno a Milanello, e credo sia qualcosa che vale per chiunque è passato da lì, dà la sensazione di vivere una favola, una magia“.

Sul riscatto di Florenzi: “Assolutamente sì. È partito in sordina e poi è cresciuto in modo esponenziale“.

Su Calabria out in Nazionale: “Per meritarlo lo meriterebbe eccome. Il problema è che a destra Di Lorenzo è, giustamente, il titolare. E Florenzi è l’usato sicuro che un allenatore si porta sempre dietro. Quindi Davide purtroppo lo vedo chiuso, ma non certo per demeriti suoi“.

Su Kalulu: “Mi piace più da centrale, lui è l’esempio perfetto del lavoro straordinario e della magia che si è creata al Milan e a Milanello. Quando sei giovane non è facile imporsi. Ma se vai ad analizzare bene la rosa, non c’è nessuno che non dia il meglio di sé. E magari ha qualche difficoltà, ha anche attenuanti importanti. Rebic e Diaz, vedrete, torneranno quelli di prima. Da un momento all’altro riprenderanno a fare meraviglie“.

Su Theo Hernandez: “Un fuoriclasse, è fra i tre terzini sinistri più forti al mondo“.

Il motivo per cui il Milan potrebbe vincere lo scudetto: “Perché ormai sono anni che lavora nella stessa direzione. Ha un’identità precisa, ha acquistato consapevolezza in più rispetto alla passata stagione, è primo meritatamente e nelle ultime due uscite ha dimostrato di aver trovato anche continuità“.

Su cosa gli piaccia più di Pioli: “L’elasticità mentale. Noi in Italia fino a qualche anno fa eravamo schematici e chiusi, lui invece lavora più sui principi e sulla qualità dei giocatori, e meno sui moduli. È l’allenatore che si è aggiornato ed evoluto meglio“.

Sul paragone con Ancelotti: “Direi assolutamente di sì, sia come carattere che, come detto, nell’elasticità mentale“.

Sull’ex rossonero Bellanova: “Mi piace moltissimo. L’avevo visto per la prima volta in un Roma-Milan Primavera di qualche anno fa e mi aveva colpito. È destinato a una grande squadra“.

Sui ricordi dell’esperienza a Cagliari: “Sono molto legato a Cagliari e alla Sardegna, faccio il tifo per loro. Spero che dopo essersi salvati riescano a vivere stagioni meno sofferte. Il Cagliari in B equivarrebbe a perdere un patrimonio del nostro calcio, sarebbe un dramma sportivo per un’intera regione, che è una terra bellissima“.

Sull’inizio del ciclo del Milan: “Un ciclo è stato senz’altro aperto, ora occorre la ciliegina sulla torta, ovvero vincere qualcosa“.

Sui ricordi con Cagliari e Milan: “Il Cagliari per me è stata la squadra al momento giusto e nel posto giusto. Avevo vent’anni e mi è stata data la possibilità di crescere, di sbagliare e poi mi ha permesso il grande salto nella Lazio. Il Milan è stato una scoperta bellissima, anche perché avrei voluto volevo finire la carriera alla Lazio. Milanello è stata la mia grandissima fortuna, due anni di grande arricchimento. E poi ho anche vinto qualcosina…“.

Giuseppe Pancaro
Giuseppe Pancaro – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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