Al Festival dello Sport a Trento, è intervenuto sul palco anche l’ex terzino del Milan Marcus Cafù. Le parole del brasiliano:
I sacrifici del fratello: “Mio fratello era molto più forte di me: aveva un sinistro pazzesco. Ma in una famiglia con 6 fratelli qualcuno doveva andare a lavorare. Mio fratello era più forte di me, però mi ha detto: ‘Sì sono più forte di tutti voi, ma tu sei il più appassionato. Secondo me tu hai più voglia. Io lascio perdere e tu vai a giocare’. Io faccio tutto quello che posso per i miei fratelli”.
La chiamata del Milan: “Dopo la Roma dovevo andare in una squadra giapponese che mi aveva già depositato i soldi nel conto. Io ho chiamato e ho detto: ‘Ragazzi, ho un piccolo problema. Mi ha chiamato il Milan’. Io sono andato al Milan e loro si sono un po’ arrabbiati con me. Il Milan non mi pagava come la squadra giapponese, ma caspita, era il Milan”.
L’addio al Milan: “Nel 2006 ho detto a Galliani che nel 2008 me ne sarei andato perché volevo tornare in Brasile da mio padre. Estate 2008: due mesi prima mi chiamano Galliani e Leonardo. Sono andato in ufficio e mi hanno dato un altro anno di contratto. Ho detto che era un enorme piacere ma che me ne sarei andato. Ero molto felice ma volevo tornare a casa. Era arrivata la fine e sono andato via”.
Cafu conclude: “Ho imparato tanto dall’Italia e al Milan ho avuto compagni eccezionali. Come Maldini, lui è il Milan. È stato il più grande difensore della storia del calcio, ha fatto grande il Milan e dovrebbe sempre lavorare lì“.


