Atletico spartiacque: si alla Champions, no all’Europa League

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È la vigilia della partita che darà le sorti del Milan in Champions, questa volta in maniera definitiva. Se quella col Porto lo era anche, questa lo è sicuramente, non ci sono dubbi. Certo, il pareggio di San Siro contro la squadra portoghese mette i rossoneri con oltre mezzo piede fuori dalla Coppa dei Campioni, ma anche dopo quel match delle residue speranze di passare il girone ci sono ancora. Domani, in caso di mancata vittoria, niente calcoli, il destino è segnato.

Una squadra come il Milan, nella sua casa di sempre, che ha conquistato ben 7 volte (solo dietro al Real), non può non combattere col sangue, è nata per farlo, per giocare le grandi sfide, di livello mondiale, questo la squadra e Pioli lo sanno molto bene ed è per questo che domani sera scenderà in campo un Diavolo affamato, visti anche i torti arbitrali dell’andata avrà ragione anche di rivalsa. Però, è necessario dirlo, che se non si dovesse battere la squadra di Simeone domani, uscire dall’Europa e concentrarsi solamente sul campionato è la cosa migliore, perchè oggi il Milan ha la rosa per lottare per il tricolore, come non succedeva da qualche anno.

Fa molto strano dirlo, non è nel DNA rossonero questa cosa, fa male persino scriverlo, ma quelle parole non hanno tutto sto gran torto. Una domanda più che legittima che chiunque può farsi è: Come si può anche solo pensare che il Milan, in Champions, casa sua, preferisca uscire piuttosto che continuare? È bene precisare che tutti sarebbe molto felici di passare il turno ed accedere agli ottavi, ma non di perdere e andare in Europa League, quello no. Non c’è neanche bisogno di dire che la UEL non è comparabile con la UCL, ma bisogna dire che piuttosto di scendere nella competizione è meglio uscire completamente dall’Europa per provare a vincere lo scudetto.

Questo Milan si vedeva e si ipotizzava avrebbe avuto qualche difficoltà dopo essere tornato fra le grandi del mondo dopo 7 anni, ma bisogna ricordare che questa squadra è tra le più giovani d’Europa, ciò vuol dire poca esperienza (alcuni non ci avevano mai giocato), tanta emozione e confrontarsi con delle autentiche macchine da guerra, Liverpool insegna. Nonostante ciò, a questi ragazzi, poco più che 20enni bisogna fare i complimenti, perchè hanno dimostrato che questa squadra già dal prossimo anno sarà pronta per tornare a lottare, nel vero senso della parola, nell’Europa che conta e che anche nelle grandi sfide ha saputo soffrire, giocare bene ed esaltare come non accadeva da tanto il popolo milanista.

La squadra del Milan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
La squadra del Milan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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