MP ESCLUSIVO – Giancarlo “Barone” Capelli: “Quanto manca San Siro! Ibra ha dato l’impronta, brava la società a tenere Pioli. Gigio? Rimarrà, mentre Calha…”

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La pandemia non dà tregua, gli stadi restano chiusi. E così anche se il calcio va avanti, i tifosi continuano a soffrire lontano dagli spalti. Su tutti in casa rossonera Giancarlo Capelli – noto ai più come “Il Barone” – il quale ai microfoni di MilanPress.it ha ha raccontato della sua insofferenza lontano dai campi, così come le sue impressioni sull’attuale stagione del Milan:

“Uno come me puoi immaginare quanto stia soffrendo. Manca trovarsi e vedere insieme come i ragazzi, è una cosa inverosimile. Poi proprio in questo momento è davvero difficile non poter stare vicino alla squadra soprattutto in questo momento che sta facendo bene in questo momento ed è prima in classifica. A maggior ragione immagina quanto sia dura per uno come me, che è sempre stato un prima linea”.

Sul ritorno sugli spalti dei tifosi ad Anfield: “A vedere quei 2000 tifosi del Liverpool a cantare con le sciarpe e a sostenere i giocatori mi sono emozionato, mi sono rivisto a San Siro. Non poterci essere mi ha cambiato la vita, l’ha cambiata un po’ a tutti. Però con questo ritengo giusto rispettare queste disposizioni, bisogna debellarla questa malattia”.

Sulla pressione venuta meno con gli stadi vuoti: “E’ chiaro che qualche giovane, che ha un carattere meno forte, può sentire la pressione di San Siro. Il nostro pubblico fa fatica a perdonarti certi errori. Quindi probabilmente questa situazione può aver aiutato sui risultati. Però vedo una squadra che reagisce bene, anche quando va sotto.

A proposito dei giovani: “Mi stanno stupendo molto i due giovani, Saelemaekers e Hauge, per la grinta che ci mettono, sembra che giochino al Milan da anni: sì, nel loro caso penso che in un’altra situazione non avrebbero fatto così bene”.

Sull’importanza di Ibrahimovic: “Molti adesso stanno dicendo ‘Il Milan vince anche senza Ibra’, ma Ibra non ha bisogno di essere in campo: basta la sua presenza nello spogliatoio, fuori dal campo. Ormai ha dato l’impronta e il carattere alla squadra. Certi personaggi, grazie al carisma, sono sempre presenti anche quando non giocano e riescono a trasferire la forza e incutere timore (ride, ndr)”.

Sulla scelta di Pioli: “Mi sono stupito della scelta di Giampaolo, anche se molti addetti ai lavori – tra cui Sacchi – si sono esposti definendolo uno dei migliori tecnici in Italia. Pioli ha tanti meriti, si è dimostrato un allenatore molto serio. A me è sempre piaciuto e non lo dico perché ora sta facendo bene. Si è visto che quando si era deciso per Rangnick la squadra ha avuto una grande reazione, si è unita al mister perché voleva rimanesse. E lì è stata brava la società a fare marcia indietro e ad assecondare la squadra, che con e per Pioli ha ottenuto ottimi risultati”.

Sul periodo del Milan: “Tutti ormai aspettano che il Milan faccia un passo falso, forse perché ora facciamo davvero paura. Anche quella di domenica contro la Sampdoria era una partita difficile, su un campo ostico come quello di Genova, contro un allenatore esperto come Raniera. Poi ho visto un Milan determinato, che voleva vincere a tutti i costi e così è stato”.

Sullo scudetto: “Sono scaramantico, sono sempre con i piedi per terra, ma chi non vorrebbe vincerlo? Anche perché sono otto anni che il Milan non si trovava primo in classifica. Io mi aspetto di andare in Champions, come minimo. Però se si dovesse vincere sarei contentissimo. Considerando le premesse di inizio campionato, poi, sarebbe ancora più bello”.

Sui rinnovi di Donnarumma e Calhanoglu: “Il mio pensiero è che Donnarumma rimarrà sicuramente, ha voglia di restare al Milan e quando c’è la volontà del giocatore poi è inevitabile che le parti trovino un compromesso. Calhanoglu? Il Milan gli è stato vicino nei momenti difficili società e noi tifosi -, anche quando ha avuto problemi famigliari e non solo sul campo. Per questo motivo dovrebbe mostrare un po’ di riconoscenza a chi lo aiutato”.

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