Amelia racconta il suo calvario: “Dopo l’operazione all’anca sogno di tornare alla normalità”

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Attraverso un lunghissimo post sul suo profilo Facebook, l’ex portiere del Milan, Marco Amelia, ha raccontato i durissimi problemi all’anca che lo tormentano da anni e che lo hanno spinto a sottoporsi ad una delicata operazione. Di seguito il massaggio integrale:

In tanti mi chiedete cosa ho fatto o cosa sia successo, Con questa lettera sincera spero di riuscire a descrivervi bene quello che è stato. Circa 4 anni fa durante l’ultima stagione al Chelsea con Mourinho e Hiddink ho iniziato a sentire delle problematiche sulla mia schiena e sulle mie anche. Rientrato in italia ho iniziato a cercare di capire cosa fosse,ma da esami e test non si capiva nulla, insieme al mio grande amico Emanuele Giannini e al suo equipe abbiamo fatto dei test e qualche iniezione di acido ialuronico diretto in anca per cercare di sentire meno dolore e x dare una mobilità migliore. Questo mi ha permesso poi di tornare ancora a giocare, l’ho fatto a Vicenza per 4-5 partite di fine campionato la stagione successiva ma ogni fine allenamento e ogni fine partita il dolore aumentava sempre di più. Tornai a casa e iniziai a pensare il peggio. Dovetti decidere di smettere anche se volevo ancora continuare, con la testa volevo ma il corpo diceva No non puoi io non ce la faccio più, avevo 34 anni non è stato semplice accettare di prendere questa decisione definitivamente. Ho pianto e anche tanto, non l’ho dato a vedere a nessuno non mi piace farmi vedere debole ma credo che le persone vicine a me, mia moglie su tutti se ne siano accorte nonostante tutto. Decido di andare a studiare a Coverciano per diventare un buon allenatore, spinto anche da molti allenatori avuti nella mia carriera e dalla voglia di dimostrare che nel calcio potevo restarci nonostante avessi ancora delle richieste da squadre per andare ma sapevo di non poter essere più utile a questo bellissimo sport come giocatore. Preso il patentino ho iniziato ad andare in panchina decidendo di fare gavetta e partendo dal basso perchè reputavo questo metodo l’unica strada per immagazzinare esperienza da abbinare alle mie competenze. Nel mentre comunque il dolore continua ad aumentare nonostante non facessi più allenamenti o partite e il mio corpo per soffrire meno si stava adattando creandomi altri problemi a schiena e bacino. Ho iniziato a camminare male anche se mi sforzavo soprattutto in pubblico di camminare bene e soprattutto non farmi vedere sofferente. Non riuscivo a prendere più in braccio i miei figli, non riuscivo più neanche a correre e la mia vita stava prendendo una strada difficile, non riuscivo a mettere i calzini infilarmi i pantaloni e allacciare le scarpe, chiedete a mia moglie le sofferenze, anche stare con lei stava diventando sofferenza fisica e questo come uomo ti uccide dentro, ti vengono cattivi pensieri anche, ho pianto e ripianto senza farmi vedere da nessuno e ho cercato di apparire sempre sereno sorridente e non sofferente agli occhi di tutti. Poi un giorno vedo una conferenza stampa in tv di Andy Murray in Australia, piangeva e raccontava che non ce la faceva più parlava dell’anca. Inizio ad approfondire la sua storia e mi dico che di sicuro abbiamo lo stesso problema e gli stessi problemi. In quella conferenza comunica che non riusciva più a giocare che sarebbe arrivato a Wimbledon dove avrebbe giocato la sua ultima partita. Qualche mese dopo lo vedo rigiocare, Cazzo stava bene, giocava con una prestazione atletica e qualità di tennis quasi come ai tempi di quando era il n’1 al mondo. Mi infirmai e vidi che lui aveva fatto questa operazione di anca, “Hip resurfacing surgery”non la classica protesi ma comunque un intervento invasivo, mi sono detto, cazzo Marco tu non devi tornare a giocare, tu devi tornare a stare bene, volevo tornare a vivere una vita normale, senza sentire più quel dolore che ormai era diventato cronico con l’aggiunta di altri fastidi conseguenziale a schiena gambe bacino che mi stavano portando a non dormire neanche più la notte se non aiutato dai farmaci. A questo punto decido di fare l’operazione grazie ad Emanuele che con il centro di fisioterapia collabora con i migliori ortopedici d’italia e del mondo. Incontro i professori Zorzi e Campacci a Negrar vicino Verona, mi fanno vedere tutto, i tanti pro e i quasi nulli contro e decidiamo la data in base alla fine del campionato che stavo facendo, maggio 2020 sarebbe stata la data del mio inizio di ritorno ad una vita normale. Sarebbe, condizionale, perchè poi succede quello che in tutto il mondo conosciamo ormai come Covid 19, virus che crea una pandemia mondiale e che rimanda la mia operazione prima ad agosto poi a novembre e poi finalmente a dicembre. Ho iniziato a credere davvero che avrei fatto finalmente l’operazione sul lettino freddo della sala operatoria quando mi hanno fatto l’anestesia, mi sono addormentato con la speranza vera che da quel momento in poi non avrei sentito più quel male che mi limitava a fare tutto,che mi limitava a vivere bene. Ecco ho fatto l’operazione, particolare,delicata e di precisione unica, giorno dopo giorno sto sempre meglio, a breve inizierò la rieducazione che mi porterà alla normalità col Sogno di tornare a prendere in braccio i miei figli, di portarli a letto in braccio quando si addormenteranno con noi sul divano o nel nostro letto, sogno di mettermi i calzini da solo, di mettere le scarpe e allacciarle da solo normalmente, sogno di stare insieme a mia moglie liberamente senza soffrire, sogno di giocare con mio figlio a calcio e magari corrergli dietro, ho la speranza di fare qualche partita insieme agli altri ex giocatori legends in giro per il mondo ma soprattutto non vedo l’ora dopo Natale in poi di tornare in campo, di riprendere il mio percorso di crescita come allenatore senza più avere quelle sofferenze fisiche che mi hanno limitato negli ultimi anni. Ecco mi è successo tutto questo, è difficile da spiegare, soprattutto lungo da spiegare ma spero sia facile da comprendere. Ora sotto con la rieducazione con l’obbiettivo di tornare a casa per Natale che anche se diverso so che sarà un Natale bello per me perchè so che sarà l’inizio del ritorno alla normalità“.

Marco Amelia, al Milan tra il 2010 e il 2014

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