Finalmente ci siamo, finalmente il Milan ha il suo allenatore. Ruben Amorim siederà sulla panchina rossonera nella prossima stagione. Una notizia raccontata a più riprese negli ultimi tempi e diventata ufficiale soltanto ieri.
L’ultima rivoluzione
Cardinale e Ibrahimovic hanno deciso di ripartire da un tecnico giovane, moderno, con idee precise e una forte identità calcistica. “Uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea”, lo ha definito Gerry Cardinale nel comunicato ufficiale. Una scelta che rappresenta – almeno nelle intenzioni iniziali – una netta inversione rispetto alla breve parentesi di Massimiliano Allegri: meno gestione e pragmatismo, più progettualità e costruzione.
Se questa sarà la scelta giusta ce lo dirà senz’altro il rettangolo di gioco, ma è chiaro che da qui in avanti il Milan avrà il compito (e forse anche il dovere) di puntare sulla continuità. Negli ultimi anni il Diavolo ha cambiato molto, forse troppo: allenatori, dirigenti, strategie e priorità. Ogni difficoltà è stata seguita puntualmente da una nuova rivoluzione, modus operandi finisce inevitabilmente per soffocare qualsiasi progetto di lungo periodo.
Milan, stavolta scegli pazienza e continuità
Se il Milan ha individuato in Amorim l’uomo a cui affidare il futuro, allora dovrà avere il coraggio di accompagnarlo nel percorso. Significa sostenerlo nei momenti complicati, schermare le inevitabili critiche e accettare che un cambiamento profondo richiede tempo.
Per questo, al di là dei risultati dei primi mesi, sarà fondamentale evitare i soliti passi indietro. Anche in caso di difficoltà, anche se il gioco dovesse tardare a decollare, anche se la classifica non dovesse sorridere immediatamente. Il Milan ha scelto Amorim. Adesso deve scegliere anche la pazienza.


