L’attacco del Milan e un primo bilancio sul rendimento in questa stagione: numeri, statistiche, analisi

La stagione corrente 2024/25 sta affrontando la sua terza sosta per le nazionali, l’ultima prima di Marzo. A 3 mesi dall’inizio della stagione cerchiamo oggi di tirare le somme dei calciatori del Milan e del rendimento nei vari reparti. Dopo il focus nei giorni precedenti su Mike Maignan e la fase difensiva, il focus di oggi riguarda l’intera fase di attacco.

Al momento i rossoneri in stagione hanno messo a segno 27 gol (20 in serie A e 7 in Champions League) in 15 partite giocate, ovvero quasi una media di due reti a gara. Questo dato dimostra come, se per quanto riguarda la fase difensiva i gol subiti sono troppi, in avanti la squadra di Fonseca sa produrre gioco e segnare con buona continuità.

A capeggiare nel reparto, per quanto concerne le presenze, vi è Christian Pulisic che con 15 apparizioni in altrettante partite disputate dal Milan fino ad ora è il calciatore a cui Fonseca non ha mai rinunciato. Il suo rendimento, infatti, parla per lui: 7 gol complessivi (5 in serie A e 2 in Champions League) e 5 assist (4 in serie A e 1 in Champions League). Questi sono numeri da trascinatore che lo stanno vedendo al momento come uno dei pochi calciatori insostituibili all’intera della rosa, in quanto garantisce un grande apporto offensivo alla squadra, ma al tempo stesso sta dimostrando di avere grande propensione ad aiutare i compagni nella fase difensiva facendo varie rincorse all’indietro.

Al secondo posto troviamo Rafael Leao che ha accumulato un totale di 14 partite giocate (10 in campionato e 4 in Champions) con 3 reti e 4 assist in serie A e 1 assist in Champions League. Per quanto riguarda il portoghese, ad alcune gare di campionato ha preso parte soltanto pochi minuti, scelta dettata dal mister di inserirlo solo nella ripresa o gli ultimi minuti di gioco in talune situazioni, scelte che hanno contribuito a minare il rapporto con Fonseca. Il rendimento, però, si è evoluto nelle ultime settimane in cui è reduce da una grandissima prestazione al Bernabeu e una doppietta a Cagliari. Sebbene Rafael sia un calciatore discontinuo, ha bisogno ora di trovare la serenità per provare ad incrementare i suoi numeri e aiutare il Milan a scalare una classifica al momento parecchio triste.

Al terzo posto di questa classifica vi è Alvaro Morata che con 12 presenze in totale (8 in serie A e 4 in Champions League) ha messo a segno 2 reti in 1 assist in campionato e 1 rete e 1 assist in Champions League. Se i numeri possono all’apparenza sembrare scarni, tutto ciò deriva anche dall’impiego di Alvaro in mezzo al campo. Il capitano della Spagna si abbassa sempre a centrocampo a ricevere il pallone per impostare il gioco e questo contribuisce a fargli perdere spesso la lucidità sotto porta e anche a non avere talvolta un calciatore fisso in mezzo all’area pronto a segnare. Nonostante ciò, però, l’impegno di Morata fino a questo momento si sta dimostrando davvero encomiabile, anche se chiaramente tutti lo vorrebbero più presente in zona gol.

Successivamente segue Samuel Chukwueze che fin qua ha accumulato 11 presenze in campionato e 2 in Coppa, per un totale di 1 rete in campionato e 1 assist in Champions. Al momento il nigeriano non sta performando in maniera continua, ma vive di attimi in cui è in grado di fare alcune giocate che creano grande superiorità numerica, alternate però a fasi di stallo in cui fa grande fatica a mettersi in mostra creando pericoli agli avversari. Ci si aspetta certamente di più dall’ex Villareal, anche se la consapevolezza di avere davanti nelle gerarchie un calciatore del calibro di Pulisic sicuramente complica le cose.

A seguire in classifica vi è Tammy Abraham che ha accumulato ad oggi 11 presenze in totale (8 in serie A e 3 in Champions League), anche se alcune di queste solo da subentrato, come al Bernabeu in cui è entrato l’ultimo quarto d’ora di gioco. I numeri lo vedono avere all’attivo 2 reti in campionato e 2 assist, mentre in Champions non ha ancora saputo incidere. Fino a questo momento l’ex attaccante della Roma dal punto di vista offensivo ha dato troppo poco alla squadra, anche se non è criticabile il suo atteggiamento sempre voglioso e grintoso in mezzo al campo; a tal proposito è lui che lavora e gestisce un bel pallone che poi serve a Reijnders per il terzo gol del Milan a Madrid.
Dall’inglese ci si aspetta però di più in fase offensiva, in quanto sono freschi i ricordi di varie occasione sprecate, tra tutte quella sul finale della partita a San Siro con l’Udinese.

A chiudere questa classifica c’è Noah Okafor che con 10 presenze in serie A e 3 in Champions ha collezionato solo 1 rete in serie A e 1 assist in Champions. Partito bene in campionato con la rete al Torino che ha permesso al Milan di agguantare sul finale il pareggio. Fin qua, però, le sue prestazioni non stanno convincendo appieno ed è infatti il calciatore che, per minutaggio, è stato impiegato meno da Fonseca. L’impressione, così come lo scorso anno, è che lo svizzero dia il meglio di sè da subentrato, in quanto ha quella brillantezza in più che gli permette di superare l’uomo e creare quella superiorità numerica necessaria per arrivare in zona gol. Nelle ultime giornate, però con un Leao in ripresa sarà molto difficile per Okafor provare a imporsi come titolare sulla fascia sinistra.

Ad oggi, anche in base alla difficoltà della gara, la miglior prestazione offensiva si è vista con il Real Madrid in cui i rossoneri hanno avuto diverse occasioni e hanno concretizzato nel momento giusto, facendo un gioco di ripartenza ben congegnato e finalizzato. Parlando invece di una delle peggiori prestazioni dal punto di vista offensivo si può citare la gara con il Parma in cui i rossoneri hanno creato davvero poco e la partita di Firenze che risalta alla mente per il doppio calcio di rigore sbagliato prima da Theo e poi da Abraham.

Nel complesso il Milan, se per la fase difensiva si deve parlare indubbiamente di un cantiere aperto, per quanto riguarda l’attacco la situazione è migliore, nonostante comunque vada trovato un equilibrio tra i reparti che permetta ai rossoneri di affrontare le partite con la consapevolezza di sapere di poter far male agli avversari ma al tempo stesso essere più solidi e compatti in fase difensiva.

Milan: Rafael Leao e Christian Pulisic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Rafael Leao e Christian Pulisic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

 

Denis Fava
Denis Fava
Ragazzo nato nel 2001, appassionato di calcio e del racconto, sono laureato in Scienze della Comunicazione, con una specializzazione in Editoria e Giornalismo. Mi piace unire la passione per la narrazione a una formazione solida nel mondo dei media, con l’obiettivo di trasformare le parole e lo sport in strumenti di racconto e informazione.

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