L’attacco del Milan e quel rischio di sovraffollamento

Nel calcio, come nella vita, l’abbondanza è spesso sinonimo di ricchezza. Non sempre però questa ricchezza garantisce equilibrio, anzi. In alcuni casi rischia di diventare un’arma a doppio taglio e spesso di far male. E il Milan di Allegri potrebbe presto trovarsi in questa situazione. Dopo settimane di magra, e l’ultima neanche sette giorni fa a Bologna, le cose potrebbero cambiare.

Tra non molto il reparto avanzato potrebbe ritrovarsi in sovrannumero, pieno di combinazioni e soluzioni. Un problema – avercene, di problemi così – che in realtà è un lusso, ma che va gestito con lucidità, gerarchie chiare e una visione precisa. Perché con una sola partita a settimana e due posti offensivi da occupare, quelli che potrebbero diventare sei attaccanti sono tanti. Forse troppi.

Nkunku, continuità ritrovata e nuove certezze

Dopo mesi difficili, Christopher Nkunku è finalmente diventato un fattore. I numeri parlano chiaro: 3 gol nelle ultime cinque partite, una condizione fisica in crescita e soprattutto una continuità che fino a poche settimane fa mancava. Non è un caso se Allegri gli ha dato fiducia e lo ha promosso a rigorista della squadra, togliendo – di fatto – i tiri dal dischetto a Leao. Oltre a una presenza offensiva costante, il francese regala anche giocate e quantità, lavorando per la squadra e non solo. La domanda ora sorge spontanea: è diventato il titolare? Forse sì, almeno in questo momento.

Fullkrug, la punta che Allegri aspettava

Niclas Fullkrug è invece la punta che mancava al Milan per caratteristiche: fisicità, gioco spalle alla porta, capacità di tenere alta la squadra e far salire il blocco. Arrivato forse un po’ troppo tardi, è quella soluzione che si sposa perfettamente con il calcio di Allegri, soprattutto nelle partite più sporche e tattiche. Quando c’è da combattere e tirare fuori la garra. I problemi fisici ne hanno limitato l’utilizzo, impedendogli di trovare continuità, un po’ una costante nella sua carriera, ma quando è disponibile può e deve essere un’arma preziosa, diversa da tutte le altre. Non sarà sempre titolare, ma difficilmente potrà essere marginale.

Leao, la stella che resta centrale

E nominando tutti gli attaccanti del Milan non possiamo che arrivare a lui, Rafael Leao. E qui il discorso cambia tono. Allegri ha avuto il coraggio di ridisegnarlo, trasformandolo da esterno a centravanti atipico, più vicino alla porta e meno vincolato alla fascia. Più libero di svariare e inventare. Ma soprattutto con più capacità di incidere. Qualche problema fisico di troppo lo ha limitato sin dall’inizio della stagione, la forma non è ancora ottimale, ma non si può prescindere da lui. Se sta bene, uno dei due posti è suo. Forse anche un po’ per diritto, ma il Milan non può permettersi di rinunciare alla sua stella.

Pulisic, il capocannoniere che non si discute

Christian Pulisic è il capocannoniere del Milan e questo, da solo, basterebbe a chiudere il dibattito. Anche lui convive da sempre con problemi fisici – retaggio dei tempi al Chelsea – ma in rossonero non aveva mai vissuto una gestione così complessa. Sta recuperando, Allegri lo aspetta, e quando starà bene neanche lui potrà mai essere un’opzione. Pulisic è troppo determinante, troppo continuo, troppo decisivo per essere escluso. Forse pesa qualche gol sbagliato di troppo, ma gli 8 centri in campionato (con un rigore sbagliato e più di un paio di chiare occasioni) parlano chiaro.

Gimenez e Loftus-Cheek: tra incognite e nuove soluzioni

E poi c’è lui. Il caso più delicato. Santiago Gimenez. Arrivato un anno fa per essere il numero 9 titolare, e risolvere TUTTI i problemi del Milan, si è letteralmente sgonfiato mese dopo mese. In questo campionato non ha ancora segnato ed è fermo da due mesi dopo l’operazione alla caviglia. All’inizio di marzo lo stop forzato finirà e Allegri lo ha già indicato come un rinforzo in più. Ma ci sarà spazio per lui, davvero, in campo? Il tempo stringe e le gerarchie, nel frattempo, sembrano già belle che formate.

Infine Ruben Loftus-Cheek, quello che non ti aspetti nel menzionare tra gli attaccanti, soluzione d’emergenza ma non improvvisata. A Bologna ha funzionato, ma con lui adesso gli attaccanti diventano sei. Troppi per due maglie, soprattutto senza coppe.

Dopo tutto questo, sembra paradossale dire che il Milan non abbia un problema in attacco. E invece è proprio così. Questo Milan non ha un problema in attacco. Ha una responsabilità. Allegri dovrà scegliere, ruotare, scontentare qualcuno. Ma è il prezzo dell’ambizione. Perché avere troppe soluzioni è sempre meglio che non averne nessuna. Anche con una partita a settimana.

Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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