Ogni acquisto del Milan viene “etichettato”: vero o meno che sia, è un esercizio stucchevole e fastidioso

La sessione invernale di calciomercato è terminata da meno di una settimana, con il Milan che – dopo l’arrivo di Fullkrug arrivato già a fine dicembre – non ha portato ulteriori rinforzi alla corte di Massimiliano Allegri, con gli acquisti di Disasi e soprattutto di Mateta naufragati nelle ultime ore prima del gong. Proprio le trattative dei due giocatori attualmente militanti in Premier League hanno suscitato le ennesime discussioni social, su questioni a cui assistiamo praticamente per ogni trattativa di mercato che riguarda i rossoneri.

Ovvero, il solito quiz: “Chi ha voluto il calciatore?“. Ogni acquisto del Milan, infatti, sembra dover obbligatoriamente essere etichettato: “Lo ha voluto Allegri“, oppure: “E’ un colpo di Tare“, o ancora: “La trattativa l’ha condotta Furlani“, o perchè no: “E’ una scoperta di Moncada“. Come detto, radiomercato ha riproposto il refrain anche con i succitati Disai e Mateta.

Mateta, Disasi e le “etichette” di mercato del Milan

Secondo le indiscrezioni, nel corso del mercato di gennaio, uno dei desideri di Max Allegri era quello di prendere un nuovo difensore centrale, ed avrebbe dato il suo pieno benestare a Disasi. Successivamente a delle considerazioni interne, però, la dirigenza rossonera avrebbe deciso di non affondare per il centrale del Chelsea, e dare fiducia a De Winter. Per Mateta, invece, le parti si sarebbero invertite: al netto dei problemi fisici al ginocchio emersi con le visite mediche, quella di portare a Milano il centravanti del Crystal Palace sarebbe stata un’idea prettamente della dirigenza, con Allegri che invece avrebbe bocciato sin da subito l’idea Mateta, non considerandolo l’attaccante giusto su cui puntare.

Insomma, che questi rumors siano veri o meno, si tratta di uno stucchevole e fastidioso esercizio che si ripete da anni senza alcuna motivazione apparente. Bisogna remare tutti dalla stessa parte e non dare ulteriore adito a spaccature dell’ambiente che fanno solo male al Milan.

Jean-Philippe Mateta - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Jean-Philippe Mateta – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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