Fabio Capello ha commentato sulle pagine della Gazzetta dello Sport la sfida di ieri sera tra Atalanta e Milan, terminata 2-1 a favore dei nerazzurri. Ecco l’analisi dello storico tecnico.
“Quella di ieri sera non è stata la migliore versione dell’Atalanta. Ha faticato a trovare gli spazi, il Milan gli ha concesso poco. Ma ha trovato due gol da calcio da fermo, altro segnale importante: significa che i giocatori vogliono la vittoria, si buttano dentro cattivi. Guardate De Ketelaere sul primo gol. Theo Hernandez ha un atteggiamento passivo, mentre il belga salta in alto e va verso la palla. Ecco, è un’immagine chiara della differenza d’atteggiamento tra Atalanta e Milan di ieri sera“.
Sul Milan: “Ha fatto poco, troppo poco, specialmente dopo l’infortunio di Pulisic. E neanche per colpa di Loftus-Cheek, che non è entrato male. Mi pare che sia stata proprio l’impostazione della partita sbagliata. Maignan, il portiere, ha giocato più palloni di molti dei suoi compagni. Non va bene. Quello non è possesso palla, ma perdita di tempo e sintomo di poca fiducia nei propri mezzi. E infatti il Milan è stato lento, rinunciatario e ha calciato appena due volte in porta, una all’inizio con Pulisic e l’altra sul gol, nato da un’eccezionale accelerata di Leao. Non si può giocare così. Poi ci sono i soliti errori, anche dei singoli: sulla rete di Lookman che decide la partita, Emerson Royal la combina grossa. Al brasiliano andrebbe ripetuto un detto da vecchio calcio: in area di rigore si guarda l’uomo, non la palla, anche se marchi a zona“.
“Questa sconfitta è pesante per il Milan. Non lo dico io, lo dice la classifica. Fonseca adesso è a 12 punti da Gasperini, ma più che la distanza dalla vetta è quella dalla zona Champions a preoccupare. Facile ripetere che è ancora presto, ma a forza di dire che è presto, poi si fa tardi. Specialmente se la Serie A non dovesse portare cinque squadre nella Coppa più importante come è successo l’anno scorso“.


